Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/27: Tassa sul chilometraggio dei veicoli elettrici / Imposta sulla corrente di ricarica dei veicoli elettrici · 152 pagine

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minerali se prelevano energia da un impianto di ricarica registrato. Così configurata, l’imposta provoca teoricamente ripercussioni minime per la società, tuttavia alcune di esse meritano di essere menzionate.

• Costi dell’adeguamento: nella fase transitoria numerosi gestori di impianti di ricarica devono ade-

guare o sostituire completamente le loro stazioni. Per ogni punto di ricarica ciò può comportare costi pari a 250 franchi per l’adeguamento e fino a 1500 franchi per la sostituzione. Nell’insieme i costi dell’adeguamento potrebbero raggiungere 424 milioni, in funzione del numero effettivo di impianti di ricarica da adeguare o da sostituire (v. punto 6.2.1).

• Costi d’esercizio degli impianti di ricarica: la manutenzione e l’esercizio dei contatori MID e delle

interfacce di comunicazione sugli impianti di ricarica costeranno ai loro gestori fino a 228 milioni di franchi nel periodo 2035–2039 (in funzione del numero effettivo di impianti di ricarica in esercizio). Per ogni punto di ricarica sono stimati costi pari a 15 franchi all’anno91.

• Doppia imposizione per i motoveicoli: per i detentori di motoveicoli che non vogliono limitarsi a

effettuare la ricarica alla presa domestica, ma intendono utilizzare anche impianti più efficienti (come le stazioni di ricarica rapida o le wallbox), la ricarica su impianti registrati crea una doppia imposizione: infatti pagano l’imposta forfettaria e l’imposta sulla corrente di ricarica prelevata presso queste stazioni.

• Svantaggi per le persone senza garage: nelle regioni fredde può essere un problema se la batteria

di un veicolo si scarica con le basse temperature senza che il veicolo si sia realmente mosso. In questi casi può verificarsi che l’imposta sulla corrente di ricarica sia dovuta senza che l’auto sia stata in esercizio, penalizzando soprattutto i detentori di veicoli senza garage o che vivono in regioni particolarmente fredde.

• Maggiori possibilità di elusione per le persone che vivono in una casa unifamiliare: esiste il

rischio che l’imposta sulla corrente di ricarica sia elusa, quindi non pagata, in particolare ricaricando i veicoli elettrici nei garage privati o chiusi di case unifamiliari su un impianto non registrato, attingendo a semplici prese domestiche o industriali. Dal momento che queste operazioni non sono visibili dall’esterno, il controllo o la sorveglianza risulta difficile. Le persone che ricaricano il proprio veicolo elettrico alle stazioni di ricarica pubbliche o negli edifici con più condomini hanno minori possibilità di eludere l’imposta rispetto alle persone che vivono in una casa unifamiliare con un proprio garage.

• Disparità di trattamento dovuta al disciplinamento dell’IVA per la ricarica di veicoli elettrici:

l’attuale disciplinamento relativo alla riscossione dell’IVA porta a una potenziale disparità di trattamento nella ricarica, a seconda della situazione in cui viene prelevata l’elettricità. In determinate situazioni l’imposta sulla corrente di ricarica è assoggettata all’IVA, mentre non lo è in altri casi (v. excursus al punto 8.1.3). Chi vive in una casa unifamiliare e ricarica il proprio veicolo elettrico a casa, per esempio, non paga l’imposta sul valore aggiunto poiché preleva la corrente di ricarica direttamente dalla presa domestica, quindi senza alcun riaddebito da parte di un gestore. D’altro canto, chi ricarica il proprio veicolo presso stazioni di ricarica rapida pubbliche paga l’8,1 per cento di IVA sull’imposta sulla corrente di ricarica.

8.5 Ripercussioni per l’ambiente

Le considerazioni generali sull’introduzione di un tributo per i veicoli elettrici in relazione a un possibile rallentamento della diffusione dell’elettromobilità sono le stesse di quelle esposte per la tassa sul chilometraggio. In proposito si rimanda quindi alle spiegazioni al punto 4.5.

Soluzione transitoria con l’imposta forfettaria

Le imposte forfettarie aumentano i costi variabili di un veicolo. Rispetto alle imposte sugli oli minerali, la soluzione transitoria con l’imposta forfettaria equivale dunque quasi a una riduzione dei costi variabili che, a parità delle altre condizioni, costituisce un effetto incentivante, quindi provoca un aumento del

91 Questa stima si basa sul rapporto «Erfassung und Transfer von Nutzungsdaten für Speicher mit Endverbrauch», UFE, luglio 2024 (in tedesco). www.ufe.admin.ch > Approvvigionamento > Progetto per un approvvigionamento elettrico sicuro > Studi