Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/45: Modifica dell’ordinanza sui fondi propri (attuazione delle misure previste dal rapporto del Consiglio federale sulla stabilità delle banche e dal rapporto della Commissione parlamentare d’inchiesta) · 16 pagine

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Rapporto sui risultati concernente la modifica dell’ordinanza sui fondi propri

MoMo ritiene che l’adeguamento sia al passo con i tempi e lo considera una risposta adeguata al progresso tecnico.

3.3.11 Importo privilegiato dei depositi privilegiati (art. 42b AP-OBCR)

Il Cantone SO e il PS accolgono favorevolmente le precisazioni concernenti i depositi privilegiati in caso di insolvenza, che a loro parere contribuiscono a una maggiore certezza del diritto e chiarezza nella liquidazione.

MoMo valuta gli adeguamenti proposti in modo più differenziato. In apparenza la nuova normativa offrirebbe ai depositanti maggiore certezza del diritto, in realtà lascerebbe intendere che i depositi bancari consistono in moneta scritturale creata con l’erogazione di crediti e che, in caso di fallimento, sarebbe necessaria una tutela da parte dello Stato. Inoltre, un limite di copertura di 100 000 franchi uniforme per tutti i clienti non terrebbe conto dei rischi; servirebbero nuovi approcci, più differenziati.

3.3.12 Sistemi di misurazione e gestione dei rischi (art. 7 cpv. 1 AP-OLiq)

Il Cantone AG osserva che le modifiche eleverebbero e concretizzerebbero a livello di ordinanza prescrizioni della FINMA già esistenti. La pianificazione della liquidità sarebbe già prevista nella circolare FINMA 2017/1; con la modifica dell’articolo 7 OLiq verrebbe trasposta nell’ordinanza del Consiglio federale. Nello stesso tempo, la trasposizione nell’articolo 5 AP- OLiq-FINMA delle attuali spiegazioni contenute nella circolare darebbe origine a nuove incertezze interpretative. In particolare, rimarrebbe aperta una questione, ossia se il piano di liquidità, orientato in linea di massima al breve termine, debba essere parte di un piano di finanziamento a più lungo termine. Una tale commistione tra due diverse logiche di pianificazione sarebbe difficilmente praticabile a fronte della volatilità dei mercati e delle esigenze in rapida evoluzione e, secondo il Consiglio di Stato, comporterebbe incertezze attuative.

MoMo contesta sostanzialmente l’efficacia delle norme previste. A suo parere, la pianificazione prescritta rafforzerebbe unicamente la resilienza a breve termine; dal momento che afflussi e deflussi di liquidità si baserebbero ancora su modelli che in passato hanno mostrato i loro limiti, non ci sarebbe da attendersi alcun miglioramento sostanziale della stabilità.

3.3.13 Messa a disposizione delle informazioni al profilarsi o verificarsi di una mancanza di liquidità (art. 11 AP-OLiq)

Diversi partecipanti tra Cantoni e associazioni ritengono che gli adeguamenti dell’articolo 11 AP-OLiq siano eccessivi e sproporzionati per molti istituti. Dissentono, in particolare, sulla frequenza prevista per la messa a disposizione delle informazioni, considerata tecnicamente complessa, costosa e di limitata rilevanza. Puntualizzano, inoltre, che le banche di piccole dimensioni sarebbero già fortemente gravate da altri progetti di regolamentazione in corso (NW, LU, SO, SH, ZH, il Centro, usam, ABG, ABPS, Arbeitgeber Banken, VSHFG). Il Cantone NW auspica, inoltre, un termine transitorio di almeno due anni.

Il Cantone TG chiede che l’articolo 11 AP-OLiq venga circoscritto materialmente alle banche che presentano una reale mancanza di liquidità, e non sia quindi esteso all’intera struttura di un gruppo. L’obbligo di segnalare alla FINMA i deflussi di depositi infragiornalieri andrebbe abolito, dal momento che le banche dovrebbero comunque disporre di un cuscinetto di liquidità di 30 giorni. Anche il Cantone ZG respinge i calcoli infragiornalieri e sostiene la necessità di concentrarsi su solidi indicatori di fine giornata e su consolidati stress test a 30 e 90 giorni.

Anche l’UBCS considera sproporzionati gli obblighi proposti. L’associazione suggerisce di mettere a disposizione le informazioni aggiornate ed effettuare le analisi di scenario richieste secondo il principio di rilevanza e materialità (principio del «best effort», senza obbligo di verifica) e di riferire tali informazioni e analisi esclusivamente alla casa madre (chiusura