Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/45: Modifica dell’ordinanza sui fondi propri (attuazione delle misure previste dal rapporto del Consiglio federale sulla stabilità delle banche e dal rapporto della Commissione parlamentare d’inchiesta) · 16 pagine
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Rapporto sui risultati concernente la modifica dell’ordinanza sui fondi propri
l’introduzione di un modello alternativo pragmatico, ispirato alla normativa UE, che preveda riduzioni di valutazione fisse («additional valuation adjustments») e continui a basarsi sul principio della continuità dell’attività della banca con attivi realistici.
3.3.2 Computabilità (art. 27 AP-OFoP)
Diversi pareri all’avamprogetto di revisione dell’articolo 27 OFoP accolgono positivamente la trasparenza sulle modalità di disdetta e di rimborso nel caso di strumenti di capitale AT1 (UBCS, ABG, ABPS, ASB). Vari attori sostengono l’obiettivo della revisione di rafforzare la funzione di assunzione del rischio degli strumenti di capitale AT1, sottolineando tuttavia che sarebbe necessario orientarsi strettamente agli standard internazionali, in particolare alla regolamentazione dell’UE e del Regno Unito, per garantire la negoziabilità degli strumenti e la loro comparabilità a livello internazionale (ZH, ASB, UBS, UBCS, ABPS, ABG, Arbeitgeber Banken, ZBV). Il Cantone SH ribadisce l’utilità di precisare i requisiti per quanto riguarda la durata e una possibile sospensione del pagamento degli interessi: ne gioverebbero la trasparenza del mercato e la credibilità di questa forma di capitale.
Anche Raiffeisen appoggia il rafforzamento degli strumenti di capitale AT1 e sottolinea che le attuali aspettative di mercato andrebbero riviste, affinché questa forma di capitale possa tornare ad assolvere al meglio la sua funzione di copertura dei rischi. Raiffeisen indica, inoltre, la necessità che le norme proposte siano praticabili e attuabili anche per i gruppi bancari organizzati sotto forma di cooperativa. Inoltre, chiede che l’esenzione degli strumenti di capitale TBTF dall’imposta preventiva venga prorogata a tempo indeterminato, in quanto fondamentale per il loro corretto funzionamento.
Alcuni partecipanti hanno espresso riserve in merito alla formulazione dei diritti della FINMA secondo l’articolo 27 capoverso 1 lettera d AP-OFoP. L’espressione «riduce chiaramente i costi a titolo di interessi» è ritenuta da molti poco chiara, troppo restrittiva e non allineata alla normativa internazionale (ZH, ASB, UBCS, EXPERTsuisse, Algebris). Diversi pareri evidenziano come un tale criterio, basato unicamente sui costi a titolo di interessi, non terrebbe sufficientemente conto di parametri di mercato fondamentali e potrebbe creare falsi incentivi (ASB, UBCS, Algebris). L’UBCS propone di basarsi sulla sostenibilità dell’emissione sostitutiva per la redditività della banca.
Diverse parti interessate chiedono un maggiore allineamento alle disposizioni dell’UE, in base alle quali gli strumenti sostitutivi dovrebbero essere almeno equivalenti (ASB, UBCS). Propongono, inoltre, di basare la riprova del superamento durevole delle esigenze prudenziali esclusivamente sulla pianificazione del capitale degli istituti e di non prevedere un ulteriore margine discrezionale della FINMA (UBCS, ASB). Mettono altresì in guardia dal ricorrere a interventi retroattivi, che potrebbero compromettere la fiducia degli investitori (Algebris).
Per quanto riguarda la computabilità degli strumenti di capitale, viene posto in questione il criterio della ripartizione degli utili su quattro trimestri (art. 27 cpv. 1 lett. f AP-OFoP). Secondo il parere di alcuni partecipanti, non sarebbe attuabile nella pratica, dal momento che numerose banche non allestiscono una chiusura trimestrale (ZH, NW, UBCS, ASB). Sarebbe altresì da evitare di introdurre per questa ragione un obbligo di chiusura e di rendicontazione trimestrale, a fronte dei maggiori oneri amministrativi e quindi dei costi aggiuntivi che comporterebbe (ZH, NW, UBCS). Inoltre, il criterio degli utili non dovrebbe consentire di trarre conclusioni sulla capitalizzazione effettiva (ASB, UBS, Algebris). Le parti in questione chiedono che il criterio degli utili sia fondamentalmente riveduto o eliminato.
Nel suo parere, il prof. Lengwiler valuta positivamente che il testo proposto fornisca alla FINMA una base solida per impedire distribuzioni ai finanziatori di capitale AT1 e sottolinea che, nonostante la classificazione come capitale «going concern», gli strumenti di capitale AT1 potrebbero contribuire soltanto in misura limitata all’assorbimento delle perdite, a causa della bassa soglia di attivazione. In questo contesto, egli ritiene essenziale che tali strumenti siano