Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/57: Pacchetto d’ordinanze in materie ambientale, primavera 2026 · 44 pagine
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categoria vi sono le bottiglie per olio d’oliva o condimenti per insalata, ossia liquidi non destinati a essere bevuti.
Lettera e. Per cartoni per bevande s’intendono imballaggi costituiti principalmente da cartone (in genere oltre il 70 %) e da percentuali minori di plastica e in parte di alluminio. A seconda del contenuto della confezione e delle relative proprietà di barriera richieste, è possibile rinunciare al rivestimento in alluminio.
Oggi i cartoni per bevande vengono raccolti insieme agli imballaggi interamente in plastica (nelle raccolte di plastica mista esistenti), dopodiché possono essere facilmente separati e riciclati nel canale appropriato.
Lettera f. Per imballaggi in plastica s’intendono tutti gli imballaggi realizzati con uno o più polimeri plastici, esclusi gli imballaggi per bevande in PET, che rientrano nella definizione di imballaggi per bevande.
Lettera g. Per imballaggi di servizio s’intendono gli imballaggi disponibili in commercio non ancora riempiti di merci, che vengono riempiti solo al momento della vendita direttamente presso il punto vendita. Ne sono un esempio i sacchetti per il pane nelle panetterie, ma anche gli imballaggi da asporto nel settore della ristorazione. Un imballaggio riutilizzabile previsto per essere nuovamente riempito non è considerato imballaggio di servizio bensì imballaggio riutilizzabile in ogni caso.
Lettera h. Nel presente progetto, per valorizzazione materiale s’intende il processo che permette di ricavare nuovi imballaggi o altri prodotti a partire dagli imballaggi smaltiti. Sono compresi i materiali utilizzabili per la fabbricazione di prodotti (materiali riciclati). La trasformazione in energia o vettori energetici (p. es. carburante o combustibile) non è considerata valorizzazione materiale.
In questa ordinanza, per valorizzazione materiale s’intende il riciclaggio in senso stretto. Se questa non può essere effettuata per le proprietà del materiale o per altri motivi, occorre procedere alla valorizzazione materiale combinata con quella energetica in via prioritaria e poi alla sola valorizzazione energetica, come previsto dall’articolo 30d capoverso 3 LPAmb.
Lettera i. Per materiali riciclati s’intendono i materiali ricavati alla fine del processo di riciclaggio e che possono essere utilizzati per fabbricare nuovi imballaggi o altri prodotti. Questi materiali possono quindi sostituire materie primarie.
Lettera j. Per calcolare la quota di riciclaggio, si mette a confronto la quantità di materiali riciclati prodotti a partire da imballaggi riciclati con le quantità di imballaggi realizzati con quello stesso materiale immessi sul mercato svizzero. La percentuale rappresenta la quota di riciclaggio.
Spesso sono anche denominati «materie prime circolari» (precedentemente anche «materie prime secondarie»).
Lettera k. Per residui di trattamento s’intendono materiali raccolti separatamente, ma che non possono essere riciclati, come avviene nel caso di conferimenti errati in una raccolta di plastica mista, ad esempio un tubo da giardino in plastica non riciclabile: se contiene PVC, non è opportuno sottoporlo al riciclaggio di imballaggi in plastica.
Lettera l. Per consumatori s’intendono persone fisiche che agiscono per scopi che non rientrano nella loro attività commerciale, industriale o professionale.
Lettera m. Per utenti finali s’intendono anzitutto i consumatori. Questo termine comprende anche tutte le persone fisiche o giuridiche con domicilio o succursale in Svizzera che agiscono a titolo commerciale, industriale o professionale, le quali acquistano un prodotto e successivamente lo utilizzano, ossia non lo rivendono nella