Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/57: Pacchetto d’ordinanze in materie ambientale, primavera 2026 · 44 pagine
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quello dei Paesi confinanti. Viene modificata soltanto la struttura, cioè la numerazione dei capoversi.
Il nuovo capoverso 4 aggiunto prevede una possibilità di esenzione dall’obbligo del deposito nel caso in cui intervenga un’organizzazione settoriale privata, regionale o nazionale, che metta a disposizione una soluzione condivisa per la raccolta, la pulizia e il riuso di imballaggi per bevande riutilizzabili standardizzati (lett. a). Per garantire che si tratti di un’organizzazione settoriale a livello regionale o nazionale, deve essere composta da almeno 10 membri in qualsiasi momento (lett. b). Possono diventare membri di un’organizzazione di questo tipo i commercianti soggetti all’obbligo del deposito. Il numero minimo di membri necessari è stato fissato a 10, in modo da garantire una certa dimensione minima e, di conseguenza, una struttura organizzativa minima. Ai fini del conteggio, si considera come un commerciante o fabbricante non la singola filiale, ma l’intera impresa. Il numero contenuto è frutto di una scelta deliberata tesa a rendere possibili anche i raggruppamenti regionali. Pertanto, per la diffusione degli imballaggi per bevande riutilizzabili deve essere esplicitamente possibile l’esistenza contemporanea di più organizzazioni settoriali.
L’organizzazione presenta all’UFAM una domanda di esenzione dall’obbligo del deposito per conto dei propri membri, contenente almeno una descrizione delle modalità con cui la raccolta, la pulizia e il riuso degli imballaggi per bevande riutilizzabili deve essere strutturata, organizzata e finanziata. Alla domanda va anche allegato un elenco dei membri aderenti (lett. c). L’UFAM autorizza un’esenzione dall’obbligo del deposito per i membri dell’organizzazione settoriale. Spetta alle organizzazioni settoriali verificare che i membri rispettino le condizioni poste per l’esenzione dal deposito. A tal fine, gestisce un elenco aggiornato e pubblicamente disponibile dei membri.
I membri dell’organizzazione settoriale si impegnano a utilizzare l’infrastruttura condivisa creata per la raccolta, la pulizia e il riuso degli imballaggi per bevande e a contribuire al suo finanziamento. I membri di un’organizzazione settoriale devono impiegare solo un numero limitato di imballaggi per bevande riutilizzabili standardizzati. L’eventuale esenzione si applica quindi esclusivamente a questi imballaggi. Con il termine «imballaggi riutilizzabili standardizzati» s’intende precisare che si tratta di un numero ridotto, a una sola cifra, di imballaggi per bevande riutilizzabili chiaramente definiti in anticipo per tutti i membri.
Il requisito di «organizzazione settoriale» o «soluzione settoriale» precisa a sua volta che i membri devono organizzarsi e designare una rappresentanza condivisa.
Entro il 31 marzo di ogni anno, l’organizzazione settoriale deve sottoporre all’UFAM un piano che specifichi le sue modalità di funzionamento, finanziamento, sviluppo e informazione ai consumatori (lett. d). È inoltre tenuta a redigere una statistica delle quantità di imballaggi riutilizzabili immessi sul mercato, dei cicli di pulizia e delle quantità di imballaggi riutilizzabili smaltiti, da sottoporre all’UFAM. In questo modo è possibile verificare se l’organizzazione settoriale riesce a raggiungere la quota di recupero necessaria (lett. e). Poiché un’organizzazione settoriale necessita di una fase di organizzazione e istituzione, si applica un periodo di transizione di tre anni, prima di dover raggiungere una quota di recupero minima del 60 per cento. Dopo cinque anni, la quota di recupero deve essere pari almeno all’80 per cento. La quota di recupero viene calcolata confrontando il numero di imballaggi standard pieni consegnati dai membri dell’organizzazione settoriale ai consumatori / utenti finali con il numero di imballaggi standard resi nuovamente disponibili per il riempimento dopo la pulizia.