Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/63: Approvazione della modifica al trattato sulla Carta dell’energia · 40 pagine
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• pre-investment / accesso al mercato: qualora i negoziati dovessero orientarsi verso l’inclusione di disposizioni in tal senso, occorrerà tenere conto delle condizioni quadro esistenti in Svizzera;
• formulazioni obsolete: la Svizzera si adopererà a favore della soppressione delle disposizioni obsolete.
Dopo 15 cicli negoziali, tenutisi tra gennaio 2021 e giugno 2022, i negoziati per la modernizzazione dell’ECT si sono conclusi sul piano materiale nella riunione straordinaria dell’ECC del 24 giugno 2022 con un accordo di massima unanime tra le Parti contraenti su tutti i 25 temi negoziali e con una bozza concreta dell’ECT modernizzato. Si tratta di una revisione parziale dell’ECT.
L’adozione del testo modernizzato da parte delle Parti contraenti, prevista per la riunione dell’ECC del 22 novembre 2022, è fallita a causa dell’opposizione dell’UE, la quale non aveva ottenuto la necessaria autorizzazione preliminare del Consiglio dell’UE. A partire dall’autunno 2022, al termine dell’esame dell’esito dei negoziati, Germania, Francia, Spagna e Paesi Bassi hanno concluso che tale esito non era in linea con i loro obiettivi e hanno notificato il proprio recesso dalla Carta. A giustificazione di tale decisione è stata addotta una presunta insufficiente compatibilità tra l’ECT modernizzato e gli sforzi in materia di protezione del clima. Tutto ciò nonostante le disposizioni in materia di sostenibilità fossero state ampiamente precisate e nonostante, su richiesta dell’UE, fosse stata introdotta la possibilità per ciascuna Parte contraente che lo volesse di escludere sul proprio territorio gli investimenti in combustibili fossili dal regime di tutela (v. par. 4.2).
Da novembre 2022 a maggio 2024 la modernizzazione dell’ECT è rimasta bloccata in sede di Consiglio dell’UE, in quanto non si è riusciti a ottenere una maggioranza qualificata degli Stati membri a favore del recesso collettivo dell’UE dall’ECT né a sciogliere la minoranza che impediva l’approvazione della modernizzazione.
Il 30 maggio 2024 il Consiglio dell’UE ha adottato una soluzione di compromesso, secondo cui l’UE e l’EURATOM usciranno dall’ECT ma lasceranno agli Stati membri la possibilità di decidere individualmente se continuare ad aderire al Trattato. Durante la riunione del 3 dicembre 2024 l’ECC ha approvato all’unanimità la modernizzazione.
Nell’ECT riveduto gli standard di tutela degli investimenti sono stati modernizzati in conformità all’attuale prassi della Svizzera in materia di trattati e alle discussioni tenutesi nei forum multilaterali. La trasparenza delle procedure arbitrali viene rafforzata adottando fondamentalmente come standard le regole di trasparenza UNCITRAL. Nell’interesse di uno sviluppo sostenibile le Parti contraenti hanno riaffermato i propri impegni derivanti dagli accordi multilaterali dell’OIL, dall’UNFCCC e dall’Accordo di Parigi. Attraverso il rimando anche ad altri accordi internazionali si intende assicurare che i tribunali arbitrali non interpretino l’ECT in modo isolato bensì in conformità con tali accordi. Il diritto degli Stati a regolamentare nell’interesse pubblico viene meglio precisato: si stabilisce espressamente che le misure adottate nell’interesse pubblico (ad es. a tutela del clima), purché non discriminatorie, non costituiscono un’espropriazione indiretta e non danno quindi luogo a un obbligo di indennizzo da parte dello Stato. Inoltre è stato introdotto un nuovo meccanismo di flessibilità innovativo che consente alle Parti contraenti, basandosi su una decisione dell’ECC, di escludere sul proprio territorio le fonti energetiche fossili dal regime di tutela degli investimenti, nell’interesse della protezione del clima e della decarbonizzazione del