Rapporto esplicativo

Consultazione 2026/23: Decreto federale concernente il finanziamento di uscite per l’armamento dell’esercito tramite un aumento dell’imposta sul valore aggiunto · 44 pagine

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nasce un sistema di difesa graduato e flessibile contro le minacce a distanza. Disporre di scorte di munizioni e di pezzi di ricambio aumenta la capacità di resistenza di questi sistemi. In aggiunta, saranno integrati ulteriori sensori per la sorveglianza dello spazio aereo. Questi ultimi migliorano il quadro della situazione e consentono all’esercito di reagire in tempi più rapidi a possibili minacce. In questo modo si risponde in modo adeguato alle mozioni 25.4396 (CPS-N) e 25.4405 (CPS- S) «Garantire rapidamente la difesa aerea e anti-drone» approvate dal Parlamento. Una difesa capillare e situazioni particolarmente impegnative, come attacchi di saturazione durante i quali vengono impiegati numerosi droni e/o missili contemporaneamente o rapidi sviluppi tecnologici, rimangono una sfida.

Se questi progetti di armamento vengono anticipati, la crescente complessità dei sistemi (tra cui interconnessione, software, manutenzione) comporterà un aumento delle spese d’esercizio (uscite per il personale e uscite per beni e servizi). L’aumento sarà continuo e avverrà verso la fine del periodo in cui verranno generate maggiori entrate temporanee a scapito degli investimenti temporaneamente più elevati. Una volta esaurite le maggiori entrate, le spese d’esercizio torneranno a rappresentare il valore obiettivo a lungo termine, ossia circa il 60 per cento del bilancio dell’esercito. Secondo le previsioni, nel 2038 l’uno per cento del PIL corrisponderà a circa 12 miliardi di franchi.7 Di conseguenza ogni anno circa 7,2 miliardi di franchi saranno utilizzati per l’esercizio e 4,8 miliardi per le uscite per l’armamento. Lo sviluppo continuo consente pertanto di garantire il finanziamento a lungo termine delle spese d’esercizio dopo la scadenza delle maggiori entrate temporanee.

- Aumenti dei prezzi e acconti necessari nel settore degli armamenti a causa dell’aumento della domanda: agli investimenti effettuati per lo sviluppo delle capacità si aggiungono ulteriori 9 miliardi di franchi circa dovuti ad aumenti dei prezzi e ad acconti necessari nel settore degli armamenti a causa dell’aumento della domanda; ciò si basa su un supplemento di rincaro medio pari al 25 per cento a partire dal 2028 per un periodo di dieci anni.

La guerra in Ucraina continua ad avere un forte impatto sul mercato degli armamenti. Negli ultimi quattro anni i Paesi dell’Europa occidentale e gli Stati Uniti hanno fornito ampio sostegno alle forze armate ucraine in termini di armi e munizioni. Nel frattempo, le loro scorte sono diventate sempre più esigue e ora verranno aumentate a favore della propria difesa nazionale. Di conseguenza la domanda di beni d’armamento è aumentata notevolmente, i prezzi sono aumentati e i tempi di consegna si allungano. La situazione tesa sul mercato degli armamenti può essere illustrata con l’esempio delle munizioni. Dall’inizio della guerra in Ucraina i prodotti delle aziende occidentali sono generalmente diventati più costosi di circa il 50 per cento. Il prezzo delle granate d’artiglieria si è addirittura moltiplicato,

7 PIL nominale fino al 2027 secondo il Gruppo di esperti della Confederazione per le previsioni (2027: 899,38 mia.) Successivamente crescita reale annua secondo gli scenari a lungo termine della SECO (Sviluppo del PIL svizzero secondo diversi scenari) + ipotesi che tra il 2028 e il 2038 l’inflazione si attesterà all’1% anno (al centro dell’intervallo della BNS di 0-2%): per il 2038 ne risulta un PIL nominale pari a circa 1197,7 mia.