Rapporto esplicativo
Consultazione 2026/23: Decreto federale concernente il finanziamento di uscite per l’armamento dell’esercito tramite un aumento dell’imposta sul valore aggiunto · 44 pagine
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mentre le capacità produttive, in particolare in Europa, vengono ampliate solo lentamente. Proprio nell’ambito delle munizioni la Svizzera dipende fortemente dall’industria degli armamenti estera, che naturalmente fornisce munizioni e materiale in via prioritaria al proprio Paese e ai suoi alleati militari. La priorità è accordata a clienti che acquistano prodotti standard in grandi quantità. La Svizzera non fa parte di questi clienti. In quanto Stato che non fa parte di alcuna alleanza militare e che effettua ordini di acquisto relativamente ridotti, la Svizzera non è una priorità per i produttori esteri. Senza l’adeguamento delle risorse finanziarie alla nuova realtà in materia di prezzi, con le risorse finanziarie disponibili si potrebbero acquistare meno sistemi. Ciò ridurrebbe notevolmente le possibilità di protezione e diminuirebbe ulteriormente la capacità di resistenza.
Le capacità limitate dell’industria internazionale degli armamenti e l’elevata domanda comportano tempi di consegna compresi tra tre e sei anni. Affinché la Svizzera possa versare gli acconti richiesti di almeno un terzo del prezzo di acquisto al momento dell’ordine, è necessario un fabbisogno finanziario supplementare nettamente più elevato per i progetti che ordinerà verso la fine degli anni 2020 per poterli introdurre nella truppa a partire dalla metà degli anni 2030. Inoltre, in caso di escalation di un conflitto europeo, è ipotizzabile che le esigenze della Svizzera non vengano tenute in considerazione sul mercato internazionale degli armamenti.
- Rafforzamento previsto finora della sicurezza e della difesa – finanziamento della crescita dell’esercito: l’aumento delle uscite per l’esercito all’uno per cento del PIL entro il 2032 non è ancora finanziato.
Una parte di tale aumento dovrà essere garantito da entrate supplementari pari a circa 10 miliardi di franchi. L’aumento rimanente verrà finanziato attingendo al bilancio generale della Confederazione. Ciò consentirà di colmare, come previsto, le principali lacune di capacità già previste nell’aumento pianificato delle uscite per l’esercito all’uno per cento del PIL entro il 2032. Ciò comprende, da un lato, l’aumento della capacità di resistenza in caso di attacchi a distanza e in caso di conflitti ibridi mediante la costituzione di scorte di munizioni e mobilità protetta (ad es. trasporto di truppa e sanità), dall’altro, investimenti nella condotta e nell’interconnessione dell’esercito nonché per aumentare la protezione e l’efficacia nel ciberspazio e nello spazio elettromagnetico.
Oltre agli investimenti prioritari per la difesa contro le minacce probabili, vengono adottate anche misure urgenti per mantenere un livello minimo delle capacità esistenti dell’esercito per la difesa da un attacco su larga scala contro la Svizzera. Non si tratta in primo luogo di un potenziamento, ma di evitare che vi siano lacune di capacità critiche, ad esempio sostituendo veicoli protetti (in parte risalenti agli anni Sessanta del secolo scorso), reti di condotta protette, sistemi di comunicazione ridondanti o maggiori scorte di munizioni e pezzi di ricambio allo scopo di aumentare la capacità di resistenza e la protezione della truppa. Si tratta delle basi necessarie per poter ampliare ulteriormente in futuro le capacità dell’esercito, a seconda di come evolverà la situazione in materia di politica di sicurezza.
1.1.2.2 Fabbisogno finanziario degli uffici federali civili con compiti rilevanti per la sicurezza
Per garantire la sicurezza della Svizzera servono anche elementi civili come i servizi delle attività informative, cibersicurezza, infrastrutture civili di protezione, protezione