Rapporto esplicativo
Consultazione 2026/23: Decreto federale concernente il finanziamento di uscite per l’armamento dell’esercito tramite un aumento dell’imposta sul valore aggiunto · 44 pagine
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imprese. Dato che vari beni sono gravati dalla tassa occulta e cambiare i prezzi comporta dei costi, le imprese sono comunque colpite dall’aumento dell’IVA. Inoltre, è possibile che a seconda della situazione sul mercato e della concorrenza, l’aumento possa essere trasferito solo in parte sui prezzi e che le imprese debbano compensarlo internamente o trasferirlo sui loro fornitori.
Se le imprese non riusciranno a trasferire integralmente l’aumento dell’IVA, i loro margini si ridurranno. Inoltre è ipotizzabile che l’aumento dei prezzi al consumo a seguito dell’aumento delle aliquote IVA si traduca in pretese salariali più elevate.
Le imprese che forniscono prestazioni esenti dall’IVA e le imprese che non sono assoggettate all’obbligo fiscale perché registrano cifre d’affari troppo esigue non potranno dedurre l’IVA che grava sulle loro prestazioni precedenti a titolo di imposta precedente. Di conseguenza, queste imprese saranno gravate da un’imposta occulta. Anche l’entità dell’aumento di questa imposta occulta può essere stimata solo in maniera approssimativa. In presenza di un aumento proporzionale delle aliquote IVA di 0,8 punti percentuali, l’importo dell’imposta occulta a carico dei settori esclusi dall’imposta sul valore aggiunto, ossia formazione, sanità, sport e cultura, secondo le stime approssimative dell’AFC aumenterebbe di circa 260 milioni di franchi (importo complessivo per settore privato e pubblico).
Inoltre, tutte le imprese assoggettate all’IVA dovranno sostenere costi per l’attuazione (ad es. costi per l’informatica). Le imprese assoggettate all’IVA poi necessitano di tempo sufficiente per mettere in atto una modifica delle aliquote d’imposta. Ciò comporterà quindi un dispendio per le imprese in termini di risorse finanziarie e di personale.
Viste le tempistiche ristrette prima dell’entrata in vigore, la disposizione transitoria proposta in merito al rendiconto IVA durante la fase transitoria consente di evitare che le imprese subiscano un aggravio aggiuntivo a livello amministrativo e finanziario. Grazie a questa regolamentazione, i fornitori di prestazioni, ad esempio per prestazioni già pagate e in corso al momento dell’entrata in vigore dell’aumento dell’IVA, sono esentati dal richiedere ex post l’IVA più elevata pro quota o dal farsene carico a discapito dei propri margini.
Ripercussioni sui consumatori
In presenza di un aumento proporzionale delle aliquote IVA di 0,8 punti percentuali, ipotizzando un trasferimento integrale sui consumatori, occorre attendersi un aumento dell’indice nazionale dei prezzi al consumo pari a circa lo 0,4 per cento. Tale incremento dei prezzi si traduce in un indebolimento della domanda complessiva. A parità di condizioni, una possibile reazione degli operatori economici potrebbe consistere in una diminuzione del consumo quantitativo delle economie domestiche e un calo degli investimenti effettuati dalle imprese, anche se l’annuncio di un aumento delle aliquote IVA spesso si traduce in un incremento dei consumi prima che vengano introdotte le nuove aliquote (in particolare di beni consumo durevoli come ad es. automobili e frigoriferi).
Ripercussioni sull’economia nel suo insieme