Rapporto esplicativo

Consultazione 2026/23: Decreto federale concernente il finanziamento di uscite per l’armamento dell’esercito tramite un aumento dell’imposta sul valore aggiunto · 44 pagine

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5 Ripercussioni

5.1 Ripercussioni per la Confederazione

Ripercussioni finanziarie

Nei prossimi anni il bilancio della Confederazione registrerà dei disavanzi strutturali dovuti in primo luogo a fattori di crescita della spesa come demografia/previdenza per la vecchiaia, sicurezza e perequazione finanziaria. Ipotizzando che il programma di sgravio 27 venga attuato nella forma in cui è stato deciso dalla Camera prioritaria, il bilancio della Confederazione nel 2028 sarà appena in pareggio e già dal 2029 tornerà a registrare un disavanzo. Ne consegue che l’aumento previsto finora delle uscite per l’esercito (1 % del PIL entro il 2032) è riportato nel piano finanziario, ma il suo finanziamento a partire dal 2028 non è assicurato. Allo scopo di gettare le basi per un finanziamento solido delle uscite per l’esercito, una parte delle entrate derivanti dall’IVA (per un valore pari a 1/3 delle maggiori entrate) dovrà essere trattenuta nel bilancio della Confederazione; così facendo si intende fornire un contributo pari a circa 10 miliardi di franchi (sull’arco di dieci anni) al finanziamento delle uscite per l’esercito previste finora.

Al contempo, per un periodo di dieci anni sussiste un fabbisogno supplementare di risorse finanziarie degli uffici federali civili con compiti rilevanti per la sicurezza (circa 3 mia. fr.) nonché dell’esercito (Aggruppamento Difesa e armasuisse) pari a circa 18 miliardi di franchi rispetto alla pianificazione precedente. Tutto ciò è riconducibile alla situazione attuale in materia di politica di sicurezza. Per il finanziamento verranno utilizzate risorse pari a due terzi delle maggiori entrate derivanti dall’aumento dell’IVA.

Per adempiere ai suoi compiti di sovranità nazionale, la Confederazione acquista beni e servizi sui quali viene riscossa l’IVA. Per le prestazioni esenti dall’IVA e per le attività di sovranità nazionale la Confederazione non può dedurre l’IVA che grava sulle sue prestazioni precedenti a titolo di imposta precedente. Di conseguenza, la Confederazione viene gravata da una tassa occulta. L’importo della tassa occulta, tuttavia, può essere stimato solo in maniera approssimativa. L’aumento delle aliquote IVA comporterebbe un lieve incremento di questa tassa occulta. Stando alle stime dell’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC), un aumento proporzionale dell’IVA di 0,8 punti percentuali (aliquota normale: 0,8 punti percentuali; aliquota ridotta: 0,3 punti percentuali; aliquota speciale: 0,4 punti percentuali) comporterebbe maggiori uscite a carico della Confederazione per l’acquisto di beni e servizi nell’ordine di 100 milioni di franchi (stato: 2023).

Dato che le rendite AVS vengono adeguate all’evoluzione dei prezzi e degli stipendi, l’aumento dell’IVA dovrebbe tradursi anche in un incremento delle uscite per l’AVS. Tramite il suo contributo all’AVS la Confederazione si fa carico di una parte di questo incremento.

Inoltre, è ipotizzabile che in seguito all’aumento dell’IVA, date le sue ripercussioni sul livello dei prezzi, aumentino i costi salariali a carico della Confederazione.