Rapporto esplicativo

Consultazione 2026/23: Decreto federale concernente il finanziamento di uscite per l’armamento dell’esercito tramite un aumento dell’imposta sul valore aggiunto · 44 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 38Fedlex · Rapporto esplicativo

In generale il consumo rappresenta una base imponibile ampia e stabile, circostanza che conferisce all’IVA un elevato potenziale in termini di entrate senza che vi siano forti distorsioni a livello economico.

Tuttavia, l’IVA fa diminuire il potere d’acquisto dei redditi e quindi riduce gli incentivi alla prestazione. Inoltre, ogni aumento delle aliquote d’imposta accentua le distorsioni per quanto concerne le decisioni a livello di consumo e di produzione che derivano da differenze tra le aliquote e da eccezioni. Una distorsione riguarda le decisioni economico-aziendali delle imprese attive in un settore escluso dall’IVA, come ad esempio il settore sanitario o della formazione. Queste imprese non possono dedurre l’imposta precedente che grava sui beni d’investimento (tassa occulta). Per tale ragione sono incentivate a investire con maggiore cautela o a integrare la produzione di determinate prestazioni precedenti nella propria impresa (integrazione verticale). In ultima analisi, per le imprese escluse l’IVA comporta una distorsione relativa alle decisioni di investimento e alle decisioni concernenti la struttura aziendale.

Tuttavia, il vantaggio dell’IVA consiste nel fatto che a livello economico è meno nociva rispetto all’imposta federale diretta, in particolare perché ha un impatto minore sull’attrattiva della Svizzera come piazza economica. Per le imprese attive esclusivamente in settori assoggettati all’IVA non si ha una distorsione delle decisioni di investimento. Inoltre, in qualità di imposta sui consumi, in linea di massima l’IVA non altera le decisioni in materia di risparmio delle economie domestiche.

Anche se un aumento delle aliquote dell’IVA comporta dei vantaggi rispetto a un incremento dell’aliquota dell’imposta federale diretta, la soluzione più efficiente sotto il profilo economico per conseguire entrate supplementari consisterebbe nell’abolire agevolazioni fiscali esistenti. Vi sono margini di manovra in questo senso sia per quanto riguarda l’IVA, sia per le imposte sul reddito.

5.4 Ripercussioni sulla società

La diminuzione del potere d’acquisto in seguito all’aumento delle aliquote IVA non si ripercuote allo stesso modo su tutte le fasce della popolazione. Per quanto riguarda il consumo, l’imposta sul valore aggiunto è progressiva, perché nelle economie domestiche a basso reddito una parte più importante dei consumi riguarda prestazioni che sono esenti dall’IVA o sono assoggettate a un’aliquota più bassa. In riferimento al reddito l’IVA invece è regressiva, perché di norma le economie domestiche a basso reddito impiegano una parte più importante del loro reddito per il consumo rispetto alle economie domestiche a reddito più elevato. Ciò significa che un aumento delle aliquote IVA grava in misura minore su economie domestiche a basso reddito in termini assoluti (in fr.), ma maggiore in termini relativi (in percentuale del loro reddito). Secondo le stime effettuate dall’AFC, a fronte di un aumento proporzionale delle aliquote IVA di 0,8 punti percentuali, la riduzione del potere d’acquisto varia a seconda del reddito delle economie domestiche e del tipo di economia domestica, attestandosi tra 160 e 735 franchi circa all’anno. In base alle stime, in termini percentuali dei redditi delle economie domestiche ciò corrisponde a un calo compreso tra lo 0,28 e lo

0,41 per cento circa per il quinto delle economie domestiche con i redditi più elevati e tra lo 0,44 e lo 0,49 per cento per il quinto delle economie domestiche con i redditi più bassi (cfr. tabelle 2 e 3: stime dell’AFC basate sui dati appositamente estratti e non