Rapporto esplicativo

Consultazione 2026/71: Politica agricola 2030+ · 131 pagine

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Normativa vigente e necessità di intervento

L’attuale contributo per una copertura adeguata del suolo incentiva la copertura il più possibile prolungata del suolo e intervalli brevi con terreno nudo. Ciò migliora la fertilità del suolo attraverso la formazione di humus, la riduzione del rischio di erosione e compattazione nonché un minore dilavamento delle sostanze nutritive. A tal fine, una quota minima della superficie coltiva deve essere inerbita o occupata da colture intercalari durante l'inverno. Le superfici coltive aperte in inverno sono ammesse solo in misura limitata e quelle inerbite non devono essere arate prima della scadenza prescritta.

L’attuale contributo per la lavorazione rispettosa del suolo di colture principali sulla superficie coltiva incentiva l’uso di tecniche di coltivazione quali la semina diretta, la semina a bande o la semina a lettiera. Con la riduzione dell'intensità della lavorazione aumenta il tenore di humus, il che a sua volta ha un impatto positivo sul bilancio idrico e delle sostanze nutritive, nonché sull'attività biologica e sulla struttura del suolo.

I due programmi comportano tuttavia un dispendio in termini di documentazione e controllo. Inoltre, nell’impostazione della futura politica agricola si punta a ridurre il più possibile il numero di misure e contributi diversi.

Nuova normativa prospettata

Si intende verificare se sia possibile incentivare la copertura del suolo con materiale vegetale vivo e morto sulla base di un «Indice di copertura del suolo» satellitare. Ciò consentirebbe di indennizzare l’effettiva copertura del suolo, di promuovere metodi di lavorazione del suolo rispettosi dell’ambiente (grazie al riconoscimento del materiale vegetale vivo e morto) e di creare un incentivo per una copertura del suolo il più possibile prolungata. Allo stesso tempo si eliminerebbe l’attuale dispendio in termini di documentazione e controllo. Questo contributo orientato ai risultati sostituirebbe l’attuale CSP per una copertura adeguata del suolo e una lavorazione rispettosa del suolo. La base legale necessaria per la rilevazione e l’utilizzo dei dati sarà creata con la PA30+.

➔ Articolo 75 capoverso 2

b) Promozione del benessere degli animali orientata ai risultati

Normativa vigente e necessità di intervento

L’attuale contributo URA promuove il benessere degli animali delle specie bovina, equina, caprina, ovina, suina nonché del pollame da reddito e degli animali selvatici. Per beneficiare del contributo, agli animali deve essere garantito l’accesso al pascolo o alla corte per un numero minimo di giorni al mese (diverso in estate e in inverno). L’uscita deve essere documentata in un registro delle uscite. L’attuale contributo per il pascolo, dal canto suo, promuove in via suppletiva forme di pascolo che garantiscono una quota particolarmente elevata di uscita e di pascolo per gli animali della specie bovina. Anche in questo caso è prescritto un numero minimo di giorni di pascolo e una razione minima di foraggio ottenuto dai pascoli.

I due programmi comportano un dispendio in termini di documentazione e controllo. A complicare ulteriormente la situazione contribuisce il fatto che nella pratica è difficile verificare il corretto rispetto di tutte le esigenze.

Nuova normativa prospettata

Si intende verificare la fattibilità sul piano tecnico e l’impatto economico di un sistema di tracciamento satellitare completamente automatizzato «Durata delle uscite nella corte e al pascolo» per i ruminanti (principalmente bovini). Sulla base dei dati di tracciamento raccolti verrà calcolato un indice di pascolo URA specifico per ogni singola azienda. Questo fungerebbe da base per un indennizzo orientato ai risultati delle prestazioni in materia di benessere degli animali fornite dalle aziende nel settore dell’uscita all’aperto e del pascolo.

➔ Articolo 75 capoverso 2

c) Promozione della produzione lattiera orientata ai risultati

Normativa vigente e necessità di intervento