Rapporto sui risultati

Consultazione 2003/152: Iniziativa parlamentare 00.419 Protezione contro la violenza nella famiglia e nella coppia (Procedura di consultazione · 16 pagine

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3.7 I centri d'informazione e di consulenza in materia di protezione contro la violenza domestica (cpv. 5)

L'obbligo dei Cantoni d'istituire centri d'informazione e di consulenza in materia di protezione contro la violenza domestica suscita pareri contrastanti. La necessità di siffatti centri non è praticamente contestata, mentre il disciplinamento in sé dà adito a pareri piuttosto critici, in particolare per quanto concerne la questione dei costi.

Una forte maggioranza di partecipanti alla procedura di consultazione accoglie in linea di principio positivamente l'istituzione di centri d'informazione e di consulenza (AR, BE, BL, BS, GE, GL, GR, JU, NE, SG, UR, VS, ZG, ZH; CES, DAO, DJS, EKF, EKFF, FIZ, ProF, ProJ, SEK, SGF, SKF, SKG, SKIhG, SODK, SPV, SVR, Uni BS, Uni GE), visto che il successo delle misure dipende essenzialmente dalle misure fiancheggiatrici, motivo per cui appare corretto che i Cantoni siano esplicitamente chiamati a occuparsene. Il trasferimento di tutti i costi ai Cantoni invece è respinto dalla maggioranza degli interpellati. Un trasferimento vincolante di un nuovo compito ai Cantoni deve avvenire rispettando la neutralità dei costi oppure almeno una parte di quest'ultimi deve essere assunta dalla Confederazione. Molti ritengono che la portata delle ripercussioni sia stata minimizzata visto che le conseguenze finanziarie e sull'effettivo del personale, pur mantenendo un cauto ottimismo, non possono venir sottovalutate. In considerazione del fatto che i centri di consulenza esistenti e le strutture d'intervento già attualmente lottano per la sopravvivenza finanziaria o avrebbero addirittura già dovuto essere chiuse, l'elaborazione di una strategia finanziaria duratura è estremamente importante. Mentre pochi interpellati (GE, GR, SH, SZ; alliance F, Uni BE) sono del parere che i centri di consulenza esistenti, in particolare quelli istituiti nell'ambito della legislazione sull'aiuto alle vittime, potrebbero assumersi i compiti previsti, la grande maggioranza degli interpellati favorevoli è del parere che per quanto concerne la violenza domestica occorra disporre di conoscenze specifiche e che dunque i centri di consulenza esistenti non sono adeguati ad affrontare i compiti previsti. È in particolare messa in dubbio l'idoneità dei centri di consulenza matrimoniale. Conseguentemente occorre istituire centri d'informazione e di consulenza specializzati. Per aumentare l'efficienza ed evitare doppioni, accanto a questi due tipi di centri, occorre prevedere un centro di coordinamento visto che una collaborazione interdisciplinare di tutte le istanze coinvolte riveste grande importanza. Inoltre viene posto l'accento sulla prevenzione. Occorre per di più anche poter offrire programmi destinati alle persone violente come ad esempio delle terapie. (AR, SG, ZH; CVP-Frauen; SGF, SKIhG, SODK).

A prescindere dalla questione dei costi, l'obbligo previsto per i Cantoni e la conseguente ingerenza nella sovranità cantonale suscita preoccupazione anche dal profilo della politica nazionale (BE; EDU, SVP); l'Università di Losanna nega addirittura alla Confederazione la competenza di un disciplinamento giusta il capoverso 5: occorre assolutamente evitare d'inserire nel Codice civile un'ulteriore disposizione analoga all'articolo 171 CC. Deve essere lasciato ai Cantoni in quale forma e ampiezza intendono completare e disciplinare l'attuale offerta in materia di consulenza e sostegno.

Con la motivazione che i Cantoni non devono essere coinvolti nella vita privata delle persone, soltanto un interpellato (EDU) si esprime contro l'istituzione dei centri d'informazione e di consulenza. Diversi altri partecipanti alla consultazione (AG, NE, OW, SH, SO, SZ, TG; SVP; SGV) perorano la soppressione del capoverso 5 soprattutto per motivi di costi o propongono una formulazione potestativa.