Rapporto esplicativo

Consultazione 2004/99: Revisione parziale della legge federale sulla pianificazione del territorio (misure accompagnatorie in relazione all'abrogazione della legge federale sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero) · 13 pagine

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La stessa cosa vale per i Comuni. A seconda della soluzione scelta dal Cantone, l’adeguamento dei piani direttori cantonali comporterà un adeguamento dei piani d’utilizzazione.

Anche questo produrrà tuttavia soltanto un maggior onere contenuto e limitato nel tempo. Occorre inoltre considerare che senza la soluzione proposta i Comuni sarebbero comunque confrontati con un onere supplementare a causa dell’abrogazione della Lex Koller. I Comuni che conoscono disciplinamenti basati sull’articolo 13 LAFE (vedi cap. 1.2.1.1) dovrebbero cercare soluzioni alternative. Anche i Comuni che si vedono obbligati ad agire in seguito all’acuirsi della problematica dovrebbero cercare soluzioni a titolo individuale. Infine,

un’introduzione coordinata e gestita in modo centrale di simili soluzioni comunali sarà

verosimilmente più efficiente e soprattutto più efficace rispetto ad azioni individuali da parte di ogni singolo Comune.

L’esecuzione delle misure comporterebbe un certo onere per i Cantoni e i Comuni. I Cantoni dovrebbero verificare in che misura i provvedimenti necessari vengano adottati nelle regioni e nei Comuni interessati. Visto che di regola le misure comunali saranno integrate nella pianificazione d’utilizzazione comunale e che quest’ultima dovrà comunque essere approvata dai Cantoni, tale verifica potrà essere integrata nelle procedure esistenti e quindi determinerà un onere supplementare trascurabile.

L’esecuzione concreta delle misure sul piano locale spetta ai Comuni. Nel 2004 è stata condotta un’inchiesta presso i Comuni che conoscono già oggi misure per la gestione della costruzione di abitazioni secondarie quali i piani che stabiliscono le quote di abitazioni primarie, superfici abitabili minime, sistemi bonus-malus, contributi sostitutivi, contingentamenti o misure in materia di politica del suolo. L’inchiesta ha mostrato che l’esecuzione non pone problemi maggiori se i Comuni adottano determinate misure accompagnatorie come la tenuta di un catasto delle abitazioni primarie per i piani che stabiliscono le quote di abitazioni primarie o controlli periodici per sondaggio7.

Infine, un esiguo onere supplementare potrebbe derivare dal fatto che i Comuni delle regioni interessate dovranno eventualmente rilevare ulteriori dati da integrare nel registro federale degli edifici e delle abitazioni.

3.3 Ripercussioni sull’economia

Un disciplinamento delle abitazioni secondarie mediante la legge sulla pianificazione del territorio costituirebbe un contributo a una politica sostenibile della crescita. Esso contribuirebbe in particolare al mantenimento della competitività del turismo Svizzero salvaguardando l’attrattiva dei paesaggi e dell’aspetto degli abitati e rafforzando la concorrenzialità del turismo alberghiero rispetto alle abitazioni secondarie. Ci si dovrà inoltre attendere una maggiore occupazione delle abitazioni secondarie esistenti se si limita la costruzione di nuove abitazioni secondarie.

Ci si dovranno attendere determinate ripercussioni negative sulle economie regionali da una diminuzione dell’attività edilizia nelle zone con abitazioni secondarie e dalle perdite nei rami accessori dell’edilizia e nel commercio immobiliare nelle regioni a vocazione turistica. Tali

7 Bühlmann, L. e Perregaux Du Pasquier, Ch. (2004): Aufhebung des Bundesgesetzes über den Erwerb von Grundstücken durch Personen im Ausland (Lex Koller): Notwendigkeit und Wirkung raumplanerischer Ersatzmassnahmen. Inchiesta condotta su incarico dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale.