Rapporto esplicativo
Consultazione 2004/99: Revisione parziale della legge federale sulla pianificazione del territorio (misure accompagnatorie in relazione all'abrogazione della legge federale sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero) · 13 pagine
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1.3.2.3 Abrogazione della Lex Koller senza misure accompagnatorie
Sarebbe ipotizzabile un’abrogazione della Lex Koller senza misure accompagnatorie. In tal caso il disciplinamento della questione delle abitazioni secondarie sarebbe affidato interamente ai Cantoni e ai Comuni. Per i seguenti motivi legati alla politica in materia di assetto del territorio e alla politica turistica ed economica, tuttavia, a proposito della questione delle abitazioni secondarie la Confederazione deve assumersi le proprie responsabilità:
• Molti Comuni turistici presentano quote di abitazioni secondarie superiori al 50%. La tendenza è al rialzo. Tenuto conto della bassa occupazione delle abitazioni secondarie, questi sviluppi non sono conciliabili con il precetto costituzionale dell’utilizzazione misurata del suolo. Secondo un rilevamento dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale, i Comuni turistici presentano inoltre quote al di sopra della media di zone edilizie non ancora edificate. Di conseguenza, se non si adottano contromisure, in un lasso di tempo relativamente breve bisogna attendersi in queste regioni un’estensione considerevole dei centri abitati a causa della costruzione di abitazioni secondarie.
• Il moltiplicarsi delle abitazioni secondarie pregiudica le caratteristiche del paesaggio e l’aspetto degli abitati nelle regioni a vocazione turistica. Data la sua rilevanza nel settore dell’economia e delle esportazioni, il turismo riveste grande importanza sul piano
dell’economia nazionale e regionale, motivo per cui è sostenuto dalla Confederazione mediante diverse misure (credito alberghiero, legge Innotour, tasso ridotto dell’imposta sul valore aggiunto per il turismo alberghiero). Deve quindi essere nell’interesse
dell’economia nazionale e regionale trattare con accuratezza il capitale del turismo,
ossia l’attrattiva paesaggistica dell’arco alpino. A questo proposito entra in linea di conto la gestione della costruzione di abitazioni secondarie.
• Di regola l’attrattiva turistica di una destinazione non dipende dall’attrattiva di un singolo Comune, bensì da quella di un’intera regione. Ciò si riflette anche nell’approccio della gestione delle destinazioni turistiche, sul quale si basa il marketing turistico di Svizzera Turismo. Un singolo Comune trae quindi un beneficio solo limitato se adotta misure restrittive, mentre i Comuni vicini vi rinunciano. Inoltre, non si ottiene alcuna soluzione, ma solo uno spostamento del problema, se singoli Comuni o anche Cantoni adottano misure restrittive senza concertarsi con gli altri. Un’armonizzazione regionale e
sovracantonale di simili misure è imprescindibile.
• Un’elevata domanda di abitazioni secondarie implica un aumento dei prezzi degli immobili e delle pigioni, in particolare nei luoghi turistici prestigiosi con richiedenti internazionali facoltosi. Ne consegue che la popolazione indigena ha difficoltà a trovare spazi abitativi adeguati e finanziariamente accessibili. Nel caso estremo la popolazione indigena rimane esclusa dal mercato locale o regionale delle abitazioni. Ciò è preoccupante per motivi sociali ed economici.
Rinunciare a misure accompagnatorie sarebbe quindi in contrasto con diverse politiche a livello federale. Se intende portare avanti una politica coerente e coordinata, la Confederazione non può pertanto fare a meno di adottare misure accompagnatorie. Una rinuncia sarebbe non solo controproducente, ma a medio termine anche ostile all’economia poiché l’aumento della costruzione di abitazioni secondarie mette in pericolo la competitività della piazza turistica elvetica, in particolare il paesaggio attrattivo e il turismo alberghiero.