Rapporto esplicativo
Consultazione 2004/99: Revisione parziale della legge federale sulla pianificazione del territorio (misure accompagnatorie in relazione all'abrogazione della legge federale sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero) · 13 pagine
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1.2.1.2 Conseguenze del numero crescente di abitazioni secondarie
Le abitazioni secondarie rivestono una certa importanza dal profilo dell’economia regionale. Secondo l’Ufficio federale di statistica, a livello nazionale circa un quarto di tutti i pernottamenti riguarda abitazioni di vacanza. Il grado di occupazione delle abitazioni di vacanza spesso è tuttavia basso; ciò vale in particolare per quelle che i proprietari non affittano a terzi. Per tale motivo, l’importanza di questo tipo di abitazioni dal punto di vista dell’economia regionale non deve essere sopravvalutata.
Indipendentemente dall’occupazione effettiva delle abitazioni secondarie, la loro costruzione e manutenzione apporta un certo volume d’affari per l’edilizia e i suoi rami accessori. Ciò corrisponde tuttavia a un beneficio a breve termine e a carattere puntuale, che peraltro ha ripercussioni solo parziali a livello regionale. Nelle regioni periferiche con evoluzione demografica debole o in calo le abitazioni secondarie possono contribuire al mantenimento della sostanza edilizia esistente, sempre che non vengano realizzate in costruzioni nuove.
Alle ripercussioni positive per l’economia regionale va tuttavia contrapposto il fatto che le abitazioni secondarie si trovano sovente in diretta competizione con il turismo alberghiero. Gli ospiti delle abitazioni di vacanza di regola spendono meno degli ospiti degli alberghi e il turismo paralberghiero crea un numero di posti di lavoro regionali inferiore a quello prodotto dal turismo alberghiero. Inoltre, di regola, le abitazioni di vacanza sono più grandi delle camere d’albergo. Anche se, nel valutare la questione dell’utilizzazione di superfici per gli insediamenti per letto d’albergo, si deve tenere conto di strutture quali parchi, sale conferenze e case del personale, è probabile che l’utilizzazione di superfici per gli insediamenti sia
maggiore per letto di abitazione secondaria rispetto al settore alberghiero. Un aumento della quota di letti nelle abitazioni secondarie tendenzialmente porta di conseguenza a un plusvalore ridotto per ospite, mentre contemporaneamente l’utilizzazione di superfici per gli insediamenti è più elevata. Questo rapporto causale deve essere valutato criticamente sia dal punto di vista dell’economia regionale sia da quello della pianificazione del territorio.
Un numero elevato di abitazioni secondarie mette inoltre in pericolo la qualità del paesaggio, il quale rappresenta il capitale del turismo svizzero. Anche l’aspetto degli abitati e la qualità degli insediamenti sono compromessi da molte abitazioni, spesso vuote. A medio termine ciò si ripercuoterà negativamente sull’attrattiva delle regioni a vocazione turistica e sulla competitività del turismo svizzero nella concorrenza internazionale.
Una domanda elevata di abitazioni secondarie implica un aumento dei prezzi degli immobili e delle pigioni, ciò comporta per la popolazione indigena difficoltà a trovare sul posto spazi abitativi attrattivi e finanziariamente accessibili. Gli abitanti indigeni vengono allontanati dal mercato delle abitazioni dai richiedenti di abitazioni secondarie, sovente molto facoltosi. A ciò si aggiunge il fatto che i Comuni devono pianificare l’infrastruttura in funzione dell’occupazione teorica massima, la quale è raggiunta – semmai – soltanto per una parte dell’anno. Ciò può comportare costi infrastrutturali sproporzionati per i Comuni e quindi una discriminazione della popolazione e dell’economia locali a causa del maggiore onere fiscale.
L’aumento delle abitazioni secondarie osservabile soprattutto nelle regioni a vocazione turistica implica quindi una serie di effetti indesiderati. È vero che in passato la Lex Koller non è stata in grado di fermare questi sviluppi perché si applica solo a un segmento limitato della domanda, ossia le persone all’estero. L’abrogazione della Lex Koller acuirà tuttavia sensibilmente la problematica.