Rapporto esplicativo
Consultazione 2005/90: Modifica dell'OST concernente il servizio universale · 40 pagine
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Swisscom, unico candidato possibile. Se non fossero fissati prezzi limite a copertura dei costi e il concessionario del servizio universale richiedesse un risarcimento dei suoi costi complessivi netti, risulterebbero ampie distorsioni di mercato. Sunrise e Orange sarebbero costretti a cofinanziare i prezzi bassi della loro concorrente diretta con contributi versati nel fondo del servizio universale.
Il quadro è diverso se il collegamento mobile a banda stretta viene valutato in base ai criteri d’inclusione di nuove prestazioni nel servizio universale. Da una parte l’elevata penetrazione di mercato (85%) e la disponibilità quasi totale del servizio soddisfano i criteri d’inclusione quantificabili. Dall’altra non sono date l’irrinunciabilità e la dignità di tutela del servizio. Sebbene per alcune persone la telefonia mobile è diventata un importante mezzo di comunicazione per un’attività lavorativa efficiente; per molti la telefonia mobile rappresenta piuttosto una comodità alla quale si potrebbe rinunciare con determinati accorgimenti.
Rispetto alla situazione attuale, l’inclusione del collegamento mobile a banda stretta nel servizio universale non porterebbe chiari vantaggi per la collettività: non accrescerebbe la raggiungibilità delle persone e non faciliterebbe l'invio di una chiamata di soccorso.
Dato che sono già stati fatti gran parte degli investimenti per l’allestimento delle reti di telefonia mobile, l’inclusione di questa prestazione nell’obbligo di fornire il servizio universale non dovrebbe implicare grandi costi. Tuttavia, questa affermazione diventa obsoleta se l’attuale copertura del territorio fosse ritenuta insufficiente dal punto di vista politico e il concessionario del servizio universale dovesse ampliare ulteriormente la sua rete.
Sono tre gli operatori mobili a spartirsi il mercato della telefonia mobile, questo implica una certa concorrenza. Da settembre 2005, l’entrata sul mercato di Coop e Migros ha portato a una dinamizzazione del mercato che si è ripercossa positivamente sui prezzi al minuto per i consumatori.
Invece, l’assenza di alternative parla in favore dell’inserimento del collegamento mobile a banda stretta nel servizio universale. Nessun altro servizio permette agli utenti di effettuare e ricevere chiamate in ogni momento e ovunque.
I risultati ottenuti in base all’ultimo criterio, quello della neutralità tecnologica, non giustificano appieno l’inclusione nel servizio universale, tuttavia, variano se la mobilità viene considerata una caratteristica di un servizio o della tecnologia applicata. La neutralità tecnologica è data solo nel primo caso, poiché i servizi di telefonia mobile sono accessibili anche tramite altre tecnologie.
c Conclusioni
Dopo la liberalizzazione il mercato della telefonia mobile si è sviluppato positivamente. L’offerta di servizi è variata e i prezzi possono essere ritenuti ragionevoli. Quest’ultimo punto è pure confermato da un’elevata penetrazione del servizio nel confronto con l’estero. Pertanto, se dal punto di vista politico il risultato di mercato non dovesse essere soddisfacente, esistono strumenti più efficaci e adatti del servizio universale, strumenti che non ostacolano ulteriormente il funzionamento del mercato ma che lo sostengono. A questo proposito vanno citati il diritto della concorrenza e la possibilità di inserire disposizioni sull’accesso alle reti nelle concessioni future.
Infine, visto che la maggior parte dei criteri di valutazione non è soddisfatta, si giunge alla conclusione che occorre rinunciare a includere il collegamento mobile a banda stretta nel servizio universale.