Rapporto esplicativo

Consultazione 2005/90: Modifica dell'OST concernente il servizio universale · 40 pagine

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mobili. Il 67% degli interpellati ritiene che il prezzo del collegamento analogico sia molto o abbastanza caro, mentre il 77% è dello stesso avviso per quanto riguarda i prezzi dei collegamenti ISDN e il 65% per i prezzi del collegamento a banda larga.

Per quanto concerne i prezzi delle comunicazioni dalla rete fissa in direzione delle reti mobili, rileviamo che i risultati vanno considerati con estrema cautela, poiché il sondaggio si è svolto in giugno e che durante l’estate due operatori di telefonia mobile hanno abbassato il prezzo di terminazione delle comunicazioni nella loro rete.

I risultati dettagliati sono presentati nella tabella sottostante. Osserviamo che a causa degli arrotondamenti il totale di una linea non equivale sempre esattamente al 100%.

Tabella 5: Valutazione del prezzo delle prestazioni fornite su reti fisse

Molto caro Abbastanza Non proprio Non caro caro caro

Collegamento analogico 22% 45% 30% 2%

Collegamento ISDN 24% 53% 23% 1%

Collegamento a banda 15% 50% 32% 3%

larga

Chiamate verso reti

mobili 51% 38% 10% 1%

Chiamate internazionali 18% 36% 40% 5%

Navigazione su Internet 11% 24% 58% 7%

mediante “dial-up”

Chiamate nazionali 7% 26% 57% 11%

Senza sapere esattamente cosa indichi la nozione di “prezzo conveniente” contenuta nell’art. 1 cpv. 1 della LTC, questi risultati mostrano chiaramente che i consumatori sarebbero poco propensi ad accettare un aumento del prezzo delle prestazioni, indipendentemente dal motivo: né a seguito di un riequilibramento tariffario, affinché i prezzi riflettano i costi in modo più adeguato, né per ripercuotere gli eventuali costi scoperti del servizio universale sulle prestazioni con una domanda meno elastica.

7.4 Impresa titolare della concessione per il servizio universale

Il sondaggio si conclude con alcune questioni specifiche riguardanti la concessione per il servizio universale. I risultati mostrano ad esempio che il 48% delle persone interrogate sa che Swisscom è titolare di questa concessione. D’altro canto, il 45% degli interpellati cita un altro fornitore di servizi di telecomunicazione presente sul mercato svizzero e l’8% non ha idea di chi sia il concessionario del servizio universale. È interessante rilevare che le categorie della popolazione che il servizio universale dovrebbe tutelare, ossia coloro che vivono nelle regioni isolate, i meno istruiti, con un reddito modesto e che sono dunque ritenuti meno redditizi degli altri perché a priori spendono meno per i loro servizi di telecomunicazione, sono quelli meno al corrente che Swisscom è il fornitore del servizio universale. Per di più, il fatto che quasi la metà delle persone interrogate si sia sbagliata rivela una certa ignoranza per quanto riguarda le funzioni garantite dalla legislazione e dalla regolamentazione e una confusione sul ruolo esatto dei diversi operatori sul mercato svizzero delle telecomunicazioni.