Rapporto esplicativo
Consultazione 2006/115: Ordinanza sulla protezione dei prati e pascoli secchi d'importanza nazionale (Ordinanza sui prati secchi) · 11 pagine
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Riferimento/Numero d’incarto: F133-0605
(ad es. stazioni rocciose o bosco naturale) o seminaturali (ad es. praterie estensive, paludi, bosco seminaturale) e gli elementi strutturali (ad es. siepi o margini boschivi stratificati) limitrofi. Nel loro insieme, essi rappresentano uno spazio vitale di grande valore ecologico per le specie animali e vegetali specifiche dei prati e pascoli secchi. Ciò dovrebbe permettere di trovare soluzioni esecutive sostenibili e praticabili sul lungo periodo per complessi particolarmente pregiati ricchi di oggetti PPS o per complessi con un elevato potenziale di rivalutazione. L’obiettivo è duplice; da un lato, garantire la presenza delle basi ecologiche indispensabili per le specie che necessitano di ampie superfici, e dall’altro promuovere anche soluzioni inter- o intraaziendali, ad esempio per quanto riguarda i bilanci di concimazione.
Il capoverso 2 rinvia a quei casi in cui, secondo il diritto sulla pianificazione del territorio, i Cantoni sono tenuti a sentire i servizi della Confederazione anche in merito della delimitazione dei comprensori di valorizzazione (cfr. commento all’art. 4 cpv. 2).
Il capoverso 3 stabilisce infine che gli strumenti di pianificazione del territorio devono tenere conto in maniera adeguata anche dei comprensori di valorizzazione. In particolare nelle zone di sfruttamento devono essere introdotti oneri e condizioni in tal senso (cfr. commento all’art. 8 cpv. 2 lett. a).
Poiché la competenza per la delimitazione dei comprensori di valorizzazione è affidata ai Cantoni, detti comprensori non possono essere elencati e descritti a parte nella pubblicazione di cui all’articolo 3 capoverso 1 (allegato 2 dell’ordinanza sui prati secchi).
L’articolo 6 capoverso 1 stabilisce, come obiettivo di protezione, che gli oggetti devono essere conservati intatti, decretando in tal modo che le dimensioni degli oggetti non possono essere ridotte e che il livello di qualità di tali oggetti, necessario per garantirne la funzione di spazi vitali per le specie che vivono nei prati e pascoli secchi, va mantenuto. La disposizione che prevede la conservazione degli oggetti intatti deve in particolare proteggere questi ultimi dalla distruzione da parte di terzi, ad esempio mediante costruzioni edili o progetti infrastrutturali, ma anche da uno sfruttamento agricolo più intensivo, ad esempio nell’Altipiano. La difesa contro la seconda minaccia importante per gli oggetti nelle regioni alpine, ovvero l’importante estensivizzazione delle colture oppure la cessazione di ogni forma di utilizzazione (terreni abbandonati), poggia in primo luogo sulla cooperazione con le autorità agricole e sull’adozione di una strategia basata su incentivi e motivazione, nonché integrata con consulenze e altre misure di sostegno. L’obiettivo di protezione deve quindi essere attuato a seconda dei fattori di pericolo, tenendo conto della concreta situazione complessiva in termini ecologici, economici e sociali.
Secondo la lettera a, l’obiettivo di protezione include, in particolare, anche la conservazione e la valorizzazione delle specie animali e vegetali tipiche dei prati e pascoli secchi nonché delle loro basi ecologiche. Nelle schede degli oggetti vengono riportate le specie documentate in ognuno di questi ultimi. In tutti gli elenchi delle specie-obiettivo sono indicate le specie vegetali e animali prioritarie (specie minacciate o protette a livello nazionale o internazionale, responsabilità europea) che possono essere presenti in spazi vitali secchi o semisecchi. Lo scopo di tali elenchi è quello di contribuire alla concretizzazione degli obiettivi di protezione delle specie relativi ai singoli oggetti e all’attuazione delle misure di protezione e di manutenzione. Qualora in un determinato oggetto sia nota la presenza di una o più specie di questo tipo, le relative esigenze dovrebbero essere tenute in particolare considerazione al momento della formulazione di obiettivi di protezione concreti8. Gli elenchi vengono aggiornati dalla Confederazione e messi a disposizione dei servizi cantonali specializzati. Le misure di valorizzazione servono, da un lato, a preservare e a migliorare la qualità di un determinato oggetto in quanto spazio vitale per determinate specie tipiche e, dall’altro, a preservare e ad ampliare la superficie degli oggetti. Tuttavia, in quanto habitat di numerose specie animali mobili, i PPS non vanno considerati isolatamente. Della qualità citata fanno parte pertanto anche le funzioni svolte dai PPS come parte del sistema di biotopi contigui o vicini. In tale contesto, una particolare importanza è attribuita all’obiettivo di protezione contemplato alla lettera b, ovvero la conservazione e la
8 Ufficio federale dell’ambiente, UFAM (ed.): Vollzugshilfe zum Inventar der Trockenwiesen und –weiden von nationaler Bedeutung. Progetto del 15.12.2006 per l’indagine conoscitiva. 7/11 18.64/2005-00425/01/02/04/F133-0605