Rapporto esplicativo

Consultazione 2006/14: Ordinanza sulla maturità professionale federale · 19 pagine

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3.1 Capacità di studio e interdisciplinarità

Da quando è stata istituita la maturità professionale si è costantemente cercato di definire la capacità di studio, specialmente in relazione ad un accesso unitario alle scuole universitarie e alle scuole universitarie professionali a livello europeo, senza però riuscirci completamente. La capacità di studio si identifica con il solo sapere teorico. Gli studenti devono però essere in grado di comprendere e risolvere le problematiche avvalendosi di un sapere globale, devono saper riconoscere e colmare le proprie lacune nonché integrare le nuove conoscenze.

Negli discussioni per la definizione della nuova maturità professionale si è fatto riferimento all’apprendimento di una professione quale base per la capacità di studio. All’apprendimento della professione è dedicata anche la maggior parte del tempo, con una percentuale media del 60 per cento. Abbinata alle competenze professionali, la formazione generale approfondita deve portare ad una solida competenza linguistica in diverse lingue e alla comprensione delle scienze matematiche e naturali. Inoltre, l’insegnamento per la maturità professionale deve anche promuovere le qualifiche conformemente all’articolo 15 capoverso 2 LFPr, qualifiche che si riferiscono all’insegnamento professionale: conoscenze e competenze economiche, ecologiche, sociali e culturali (lett. c), attitudine e disponibilità ad apprendere vita natural durante e a valutare e decidere autonomamente (lett. d).

Le qualifiche in oggetto vengono acquisite tramite un insegnamento specialistico interdisciplinare: tale constatazione, ora accolta senza riserve, è stata formulata per la prima volta nell’ordinanza sulla maturità professionale del 1998.

La volontà del corpo docenti di applicare il principio dell’”interdisciplinarità” nei programmi quadro ha avuto come prima conseguenza la preoccupazione di non riuscire a raggiungere gli obiettivi di formazione. Il quesito era il seguente: come poteva essere possibile veicolare, nel poco tempo a disposizione, oltre al sapere relativo alla disciplina anche aspetti interdisciplinari? Per determinati docenti la trasmissione di una reale interdisciplinarità nell’ambito della propria materia era chiaramente impossibile.

Anche le note hanno dato adito a controversie. Con l’attuazione dei programmi quadro (dal 2001 per gli indirizzi tecnico, artistico e artigianale e entro il 2005 per gli indirizzi sanitario e sociale) è stato introdotto il progetto didattico interdisciplinare: la proposta di valutare tale lavoro con una nota separata è stata respinta in ragione della sua non adeguatezza rispetto agli altri insegnamenti. Non si è potuto giustificare il perché un lavoro per il quale è prevista una frequenza di 40 lezioni debba essere valutato con le stesse note di altri 8-9 insegnamenti per i quali è invece previsto un tempo di presenza dalle tre alle nove volte superiore.

Nel frattempo il concetto di interdisciplinarità e, in particolare, il progetto didattico interdisciplinare sono stati inseriti nella maturità professionale al punto da essere identificati come parte integrante, di grande rilievo, della formazione. Mai messo in discussione fin dall’inizio è invece il riferimento al mondo del lavoro che il progetto didattico deve presentare.

Introdurre campi d’apprendimento interdisciplinari non significa che le relative competenze debbano essere veicolate solo in tale contesto; anche gli altri docenti sono chiamati, in egual misura, a trasmettere una modalità di pensiero interdisciplinare. D’altronde, neppure il lavoro didattico interdisciplinare si limita ai campi d’insegnamento interdisciplinari. È naturalmente auspicabile che per la risoluzione di problemi durante lo svolgimento vengano impiegate anche conoscenze e capacità acquisite nell’ambito delle materie fondamentali e specifiche.

Inoltre, per quanto concerne gli insegnamenti interdisciplinari, si pone anche il problema della qualifica dei docenti. Oltre a competenze professionali, essi devono anche possedere la capacità di organizzare la lezione in base alle competenze da trasmettere, saper collaborare ai contenuti con i colleghi ed eventualmente tenere lezioni in compresenza. Al