Rapporto esplicativo

Consultazione 2006/99: Legge federale per la lotta contro le malattie trasmissibili dell'essere umano (Legge sulle epidemie) · 79 pagine

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– La commissione federale delle vaccinazioni è ancorata nella legge quale organo consultivo (art. 57).

– La Confederazione partecipa ai costi di risarcimento dei danni postvaccinali (art. 64 cpv. 2)

– Sono rafforzate le competenze della Confederazione in materia di sorveglianza e coordinamento dei provvedimenti esecutivi dei Cantoni (art. 71).

1.4 La salute pubblica nella legge sulle epidemie

«Per salute pubblica (public health) s’intende un concetto sociale e politico che mira a migliorare la salute, prolungare la vita e aumentare la qualità della vita di intere popolazioni attraverso la promozione della salute, la prevenzione delle malattie nonché altri interventi riguardanti la salute.»3 Nell’ambito della presente revisione totale della legge sulle epidemie è però utilizzata una definizione più stretta: essa designa i settori della salute e della sanità che nel caso delle malattie trasmissibili esulano dalla cornice del privato e per cui sussiste un interesse pubblico sufficiente per rendere necessario un intervento dello Stato. Le malattie trasmissibili sono sempre la conseguenza di un contagio, che coinvolge altri individui direttamente (contagio da persona a persona) o indirettamente (contagio ad esempio attraverso l’alimentazione). Anche l’ambiente biologico o tecnico può essere all’origine di un contagio. La legge sulle epidemie deve contribuire a evitare i contagi disciplinando i ruoli degli individui e dello Stato, per quanto necessario.

L’ambito privato spazia entro la cornice fissata dalle libertà individuali. Ogni individuo deve quindi poter disporre sulla propria salute nella misura in cui non influenzi altre persone o la collettività.

Persone estranee o coinvolte casualmente possono subire le conseguenze del comportamento degli altri. La protezione individuale contro il contagio costituisce quindi anche un compito pubblico. L’individuo ha il diritto di aspettarsi una funzione protettiva da parte dello Stato nella misura in cui il contagio è direttamente influenzato dal comportamento degli altri più che dal comportamento personale. I diritti dell’individuo potenzialmente contagioso sono così limitati a favore dei diritti della persona esposta. La proporzionalità della limitazione scaturisce dal potenziale della malattia, che a sua volta dipende dalla situazione concreta. La LEp deve fissare i principi in base ai quali lo Stato e le persone gestiscono questo problema.

La necessità di una regolamentazione scaturisce concretamente da fattori come il genere d’infezione, le circostanze del contagio, l’idoneità dei provvedimenti volti a impedire la trasmissione e altre circostanze concomitanti. Sarebbe sproporzionato voler impedire ad esempio qualsiasi trasmissione di banali raffreddori.

Spesso per il contagio è determinante il comportamento individuale. Per questo motivo la LEp deve permettere alla popolazione di riconoscere i pericoli e comportarsi di conseguenza. A tal fine allo Stato è assegnato il compito di informare la popolazione, singoli gruppi di popolazione o singole persone. Le esortazioni ad adottare un determinato comportamento benefico per la salute devono tener conto della libertà individuale. Ogni persona può infatti decidere autonomamente le proprie abitudini di vita o il proprio comportamento in relazione alla salute. Non biso-

3 Definizione dell’OMS, 1998.