Rapporto esplicativo

Consultazione 2006/99: Legge federale per la lotta contro le malattie trasmissibili dell'essere umano (Legge sulle epidemie) · 79 pagine

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Art. 2 Scopo

La protezione dell’uomo dalle malattie trasmissibili comprende due approcci complementari: l’avamprogetto della nuova legge sulle epidemie contiene infatti sia elementi di sicurezza pubblica («legge di polizia», misure di polizia) che elementi di prevenzione e promozione della salute («legge sanitaria», misure di prevenzione e promozione della salute) in relazione alla protezione dell’essere umano. Devono essere perseguiti entrambi questi scopi della lotta contro le malattie, riconosciuti dalla Costituzione (art. 118 cpv. 2 lett. b Cost.) (duplice scopo).

La legge costituisce quindi la base per una lotta differenziata contro le malattie, che interviene con mezzi di polizia sanitaria in caso di minaccia al «bene di polizia salute pubblica». Affronta attivamente però anche le malattie e i rischi di malattia che non minacciano direttamente la salute pubblica (o non ancora). Con questa strategia, le singole persone devono essere in grado di assumersi la responsabilità per la loro salute, nel rispetto dell’autonomia individuale, migliorando così la salute della popolazione nel complesso.

La legge riguarda anche il funzionamento del sistema sanitario durante gli eventi epidemici. In quest’ambito, la legge si prefigge di ridurre le ripercussioni sull’economia (costi e perdite di efficienza a causa di assenze dal lavoro).

La lettera a descrive la raccolta di informazioni di routine principalmente attraverso sistemi di dichiarazione, come avviene con successo nella maggior parte dei Paesi del mondo, in particolare però in tutti i Paesi industrializzati molto avanzati. La sorveglianza epidemiologica è un metodo per rilevare dati affidabili. È particolarmente adatta per analizzare la situazione e dedurne i provvedimenti necessari nell’ambito delle malattie infettive. È indispensabile quale strumento fondamentale della lotta contro le malattie. Dal punto di vista tecnico, si tratta innanzitutto di registrare sistematicamente i singoli eventi di malattia. I dati sono elaborati, analizzati e interpretati in modo da mettere queste conoscenze a disposizione degli specialisti, delle autorità e della popolazione. Sono rilevati solo i dati veramente utilizzati, in particolare in vista dei provvedimenti da adottare.

Lettera b: la raccolta e l’elaborazione di informazioni consentono anche l’individuazione precoce e la valutazione in particolare delle concentrazioni locali e temporali di eventi, che possono essere segno di un focolaio attribuibile a una fonte comune (ad esempio un alimento, un impianto di refrigerazione per la malattia del legionario) o a una catena di trasmissione e permettono di adottare provvedimenti tempestivi per evitare la propagazione.

Lettera c: mediante informazioni, raccomandazioni, consulenze, ecc., gli individui o gruppi di individui con caratteristiche comuni (ad esempio i portatori di una malattia) devono essere messi in grado di proteggere da un contagio se stessi e gli altri. In base ad analisi della situazione e alle conoscenze disponibili sulle caratteristiche della malattia (via di trasmissione, dinamica) devono essere formulate raccomandazioni a cui possano o debbano attenersi gli individui (in generale o in qualità di appartenenti a un determinato gruppo, ad esempio i genitori, le donne incinte, i viaggiatori, i portatori di una malattia, l’orientamento sessuale). L’idea è di trasmettere e rafforzare il rispetto e la responsabilità nei propri confronti e nei confronti degli altri.

Anche le istituzioni (datori di lavoro, organizzatori di eventi) devono contribuire alla riduzione delle trasmissioni, ad esempio esponendo materiale informativo. A secon-