Rapporto esplicativo
Consultazione 2007/106: Revisione della legge sulla pianificazione del territorio · 99 pagine
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dell’urbanizzazione e dei trasporti, alla conservazione dei siti paesaggistici e di spazi ricreativi di qualità, all’approvvigionamento, alle infrastrutture e allo smaltimento dei rifiuti all’interno dei confini comunali, cantonali o nazionali. Al di là delle questioni riguardanti esclusivamente la pianificazione del territorio, queste pianificazioni potranno anche vertere su altre politiche pubbliche, quali le politiche sociale, culturale o d’integrazione.
Art. 21 Principio
Questo articolo manifesta la volontà di riconoscere e promuovere un approccio e un metodo nuovi, di cui il programma d’agglomerato rappresenta l’esempio oggi più conosciuto.
Nel capoverso 1 si precisa cosa sono gli spazi territoriali (vale a dire territori il cui sviluppo richiede un approccio comune da parte di più enti pubblici) e si specifica che questi spazi necessitano l’elaborazione di pianificazioni multiterritoriali. Laddove lo sviluppo degli spazi funzionali presuppone un’azione concertata, si dovrà fare appello alla cooperazione sia all’interno dei territori che tra di essi. Le autorità competenti sono quindi invitate a non schierarsi dietro frontiere politiche e a elaborare congiuntamente le pianificazioni e i progetti territoriali ogni qualvolta gli spazi funzionali oltrepassano i confini istituzionali. Di fronte a problemi e sfide che sconfinano dalla sfera politica, un’unione di intenti è particolarmente importante per garantire la capacità economica, la coerenza e uno sviluppo sostenibile del territorio. Questo vale soprattutto per i settori menzionati nel presente capitolo, ma anche, e in misura sempre maggiore, in vista della concorrenza internazionale dei nostri poli economici.
La nozione di spazi funzionali viene associata automaticamente alle zone urbane e, in particolare, agli agglomerati. Tuttavia, la necessità di stabilire pianificazioni multi territoriali può emergere anche in riferimento ad altri spazi, come le aree metropolitane e quelle rurali; soprattutto per queste ultime può rivelarsi indispensabile un intervento concertato.
Diversamente dai piani direttori, le pianificazioni multiterritoriali non devono necessariamente abbracciare tutti i settori rilevanti per lo sviluppo territoriale, ma devono comunque includere almeno quelli per i quali si richiedono misure coordinate (cpv. 3). Tali pianificazioni sono elaborate di comune accordo tra le collettività territoriali competenti. All’occorrenza la Confederazione e le autorità dei Paesi limitrofi, vengono coinvolte, quanto prima, nel processo di pianificazione (cpv. 4).
In conformità con l’orientamento cui devono ormai tendere le politiche pubbliche della Confederazione, le misure di promozione si concentreranno sulla cooperazione all’interno e tra spazi funzionali coerenti. Com’è avvenuto con successo dal lancio dei primi progetti-modello e programmi d’agglomerato e come avviene anche per i progetti dei piani direttori cantonali, queste misure assumeranno soprattutto la forma di scambi di competenze, di conoscenze e di esperienze. La formulazione «iniziative, programmi e progetti» è stata ripresa dall’articolo 4 della legge federale del 6 ottobre 2006 sulla politica regionale20.
20 RS 901.1