Rapporto esplicativo

Consultazione 2007/106: Revisione della legge sulla pianificazione del territorio · 99 pagine

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zato immediatamente43. Chi invece non trae alcun beneficio particolare, non dovrà partecipare ai costi.

Affinché l’urbanizzazione delle zone edificabili non sia rinviata od ostacolata per la mancata garanzia di finanziamento (per es. in seguito al rifiuto del credito da parte dell’assemblea comunale), nel capoverso 3 viene affermato espressamente che il finanziamento degli impianti necessari all’urbanizzazione di nuove zone edificabili deve essere garantito delimitando tali zone. Questo può per esempio essere realizzato abbinando il progetto da inviare all’assemblea comunale sull’azzonamento di una determinata regione con il progetto di credito per i necessari impianti d’urbanizzazione. Un’altra possibilità potrebbe essere di considerare gli investimenti per gli impianti di urbanizzazione generale come spese vincolate, in modo che chi detiene il potere esecutivo e quindi la capacità decisionale sul piano di utilizzazione riceva anche la competenza di effettuare le uscite correnti necessarie al completamento dei lavori di urbanizzazione. Spetta al diritto cantonale disciplinare i dettagli.

1.2.5.4 Sezione 4: Promozione della disponibilità di terreno edificabile

1.2.5.4.1 Premesse

Come già affermato, uno degli obiettivi principali dell’avamprogetto è uno sviluppo degli insediamenti più ordinato (cfr. cap. I, 6.3). Per quanto riguarda in particolare le zone edificabili, l’idea è di frenarne l’estensione e la dispersione, di dimensionarle in funzione del fabbisogno futuro e di ubicarle correttamente, vale a dire dove il fabbisogno è più importante e urgente. A tal fine non basta un’adeguata delimitazione delle zone edificabili: è anche necessario che i terreni incorporati in queste zone siano disponibili e realmente utilizzati a scopo edilizio.

Questa preoccupazione, del resto, non è nuova. Con l’articolo 15 LPT il legislatore non intendeva solamente limitare i terreni edificabili, ma anche e soprattutto far sì che sul mercato vi fossero abbastanza terreni per l’edificazione (FF 1978, 979). Era consapevole del fatto che il buon funzionamento del mercato dipende sì dalla dimensione, dall’ubicazione e dall’urbanizzazione delle zone edificabili, ma anche dalla disponibilità effettiva dei terreni. Oggi si sa che questo obiettivo è stato raggiunto soltanto in parte. Numerosi terreni edificabili restano a lungo inutilizzati perché sono situati male, perché la delimitazione delle parcelle o il loro stato fondiario sono poco favorevoli, ma anche perché sono tesaurizzati, che sia per conservare un patrimonio immobiliare o a fini speculativi. Ciò ha conseguenze molto negative sul mercato edilizio, sui prezzi degli immobili e sulla penuria di alloggi. La tesaurizzazione di terreni edificabili fa aumentare la pressione sui terreni circostanti e sul terreno agricolo, contribuendo così all’estensione delle superfici urbanizzate, il tutto in diretto contrasto con gli obiettivi perseguiti con il presente avamprogetto nel senso di un’urbanizzazione centripeta e di una concentrazione dell’area edificata. Va inoltre ricordato che, secondo la giurisprudenza esistente in applicazione dell’attuale articolo 15 lettera b LPT (DTF 116 Ia 333), questi terreni non disponibili devono essere presi in considerazione nel quadro della stima delle riserve destinate a soddisfare i fabbisogni di costruzione, regola questa che resta invariata nell’articolo 40 capoverso 2 lettera b del

43 DTF 94 I 276.