Rapporto esplicativo
Consultazione 2007/106: Revisione della legge sulla pianificazione del territorio · 99 pagine
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Anche in futuro i Cantoni potranno fare uso di praticamente tutte queste possibilità. Dall’elenco del capoverso 1 mancano soltanto le aziende accessorie non agricole che non hanno un nesso materiale con un’azienda agricola57.
Le aziende accessorie non agricole possono, in effetti, frenare il necessario cambiamento strutturale agricolo perché rallentano il processo in base al quale le aziende che non sono in grado di sopravvivere economicamente a causa delle loro dimensioni scompaiono, lasciando il terreno a disposizione di altre aziende che possono così raggiungere le dimensioni necessarie per continuare ad operare. Possono però anche contribuire a mitigare le conseguenze dei suddetti cambiamenti strutturali sulle aziende interessate: ricavando un reddito supplementare per il tramite di aziende accessorie non agricole, una coppia di gestori può, per esempio, non essere costretta a cedere l’azienda per motivi d’età. Poiché le aziende accessorie non agricole ai sensi dell’articolo 24b capoverso 1 LPT (senza uno stretto legame con l’attività agricola) sono già oggi piuttosto rare, di per sé estranee all’attività agricola in questione, e fonti di problemi in termini di concorrenza per le aziende situate all’interno della zona edificabile, in futuro non andrebbero autorizzate58. Appare più importante, invece, continuare ad autorizzare (con i privilegi ottenuti nel 2007) le aziende accessorie non agricole aventi uno stretto legame materiale con l’attività agricola interessata (art. 24b cpv. 1bis LPT, ora art. 53 cpv. 1 lett. f AP-LSTe). L’aggiornamento proposto dovrebbe anche consentire di semplificare la regolamentazione.
Tra gli edifici e impianti che possono essere autorizzati secondo il capoverso 1 continuano ad avere la precedenza quelli necessari alla produzione agricola od orticola, dipendente o meno dal suolo (lett. a). Proprio nell’ambito dell’orticoltura e del giardinaggio produttivo sono spesso necessari edifici e impianti che, a causa delle loro dimensioni, possono avere effetti considerabili sull’urbanizzazione e sull’ambiente. Nella pianificazione andranno perciò definiti i requisiti necessari per autorizzare l’insediamento di nuove aziende e lo sviluppo di quelle esistenti.
Nel capoverso 1 lettera b viene precisato che possono essere autorizzati anche gli edifici e gli impianti necessari alla detenzione di animali da reddito. Sono animali da reddito, conformemente all’articolo 27 capoverso 2 OTerm59, quelli che consumano foraggio grezzo; sebbene questo sia ovvio in relazione alle stalle in comune, nella lettera b si introduce una precisazione riguardante gli impianti esterni, che vengono
57 Alle singole disposizioni del capoverso 1 corrispondono nel diritto vigente: lett. a: art. 34 cpv. 1 lett. a e art. 34 cpv. 3 OPT (sulla scorta dell’art. 16a cpv. 1, 2 e 3 LPT: agricoltura dipendente e indipendente dal suolo); lett. b: art. 34 cpv. 1 lett. b OPT (sulla scorta dell’art. 16a cpv. 1 LPT); lett. c: art. 34 cpv. 2 OPT (sulla scorta dell’art. 16a cpv. 1, 2 e 3 LPT); lett. d: art. 16a cpv. 1bis LPT e art. 34a OPT; lett. e: art. 24d cpv. 1bis LPT; lett. f: art. 24b cpv. 1bis LPT.
58 Le attività accessorie non agricole che non hanno un legame stretto con l’attività agricola in questione non sono considerate para-agricole (come si evince alla fine del commento all’art. 53 AP- LSTe), il che giustifica a maggior ragione la correzione proposta nell’avamprogetto.
59 Ordinanza del 7 dicembre 1998 sulla terminologia agricola e sul riconoscimento delle forme di azienda (Ordinanza sulla terminologia agricola, OTerm); RS, 910.91.