Rapporto esplicativo

Consultazione 2007/106: Revisione della legge sulla pianificazione del territorio · 99 pagine

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1.5 Titolo quarto: Disposizioni finali

1.5.1 Capitolo 1: Zone edificabili di riserva

Premesse agli articoli 76–79 AP-LSTe

All’origine di queste disposizioni vi è il fatto che, durante il regime della LPT, non si è riusciti a ridurre le zone edificabili a una misura conforme al diritto federale. Dal rapporto sullo sviluppo territoriale 2005 dell’ARE si evince che le zone edificabili non edificate sono pari a 60 000 ha e che i Comuni con uno sviluppo edilizio tendenzialmente basso (Comuni agricoli e rurali periurbani) dispongono di riserve di zone edificabili pari al 35 per cento (n. 2.4.2, pag. 33 segg.). Alle difficoltà di ordine politico che ostacolano l’opera di riduzione delle zone edificabili si aggiunge il timore di dover far fronte a maggiori pretese per espropriazione materiale. Il successo di una nuova normativa è assicurato soltanto se l’interesse pubblico per zone edificabili con dimensioni conformi alla legge prevale senza limitare gli interessi dei proprietari al punto da rendere necessaria un’indennità a carico degli enti pubblici. Partendo da tali premesse, l’avamprogetto introduce la possibilità di disporre provvisoriamente di zone edificabili di riserva. Senza dover modificare i piani di utilizzazione, si dovrebbe poter costruire anche all’interno delle zone edificabili di riserva secondo le norme fissate per le zone coltive. A tal fine, i proprietari devono avere la garanzia che il loro terreno sarà tenuto in considerazione per un futuro azzonamento o sarà incorporato in una zona coltiva dietro un’adeguata indennità. Questa indennità dovrà essere pagata primariamente dai proprietari i cui fondi sono trasferiti da una zona coltiva a una zona edificabile; in questa operazione di trasferimento saranno privilegiati i fondi ubicati nelle zone edificabili di riserva.

Rispetto al diritto vigente tale soluzione i seguenti vantaggi riportati qui di seguito.

- Se, in virtù del diritto vigente, un Comune è chiamato a ridimensionare le sue zo-

ne edificabili, i fondi non ancora edificati possono:

- rimanere nella zona edificabile;

- essere incorporati in una zona coltiva dietro piena indennità (casi di espropriazione materiale);

- essere incorporati in una zona coltiva senza indennità.

I proprietari interessati si trovano pertanto di fronte a una scelta molto semplice: «o tutto o niente». La soluzione proposta con le zone edificabili di riserva ha lo scopo di rendere questa scelta meno radicale, introducendo seppur non una piena indennità per determinate limitazioni della proprietà, almeno una situazione giuridica nettamente migliore rispetto a un’incorporazione, senza indennità alcuna, del terreno in una zona coltiva.

- Per i proprietari di fondi non ancora ubicati in una zona edificabile, ma potenzial-

mente idonei a esserlo, la norma proposta aumenta, attraverso il meccanismo di compensazione (art. 78 AP-LSTe), le possibilità che il loro terreno venga incorporato in una zona edificabile.