Rapporto esplicativo
Consultazione 2007/106: Revisione della legge sulla pianificazione del territorio · 99 pagine
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utilizzare per l’indennità praticamente la metà del plusvalore derivante dall’azzonamento. Quanto più estesa è la superficie dezonata rispetto a quella azzonata, tanto più elevato è l’onere a carico del proprietario della superficie azzonata. Va quindi fissato un limite massimo dell’onere applicabile (cpv. 3). Se quest’ultimo non fosse sufficiente per pagare tutte le indennità, l’ente pubblico pianificatore dovrà saldare l’importo rimanente79.
Un limite massimo dell’onere pari a tre quarti del plusvalore derivante dalla pianificazione appare relativamente alto. È tuttavia giustificato se si pensa che l’azzonamento di questi fondi non sarebbe altrimenti stato possibile (considerata la norma secondo cui hanno priorità le zone edificabili di riserva) e che esso avviene di norma su richiesta dei proprietari (ovvero con alla base un’intenzione concreta di costruire). In ultima istanza, quindi, i proprietari dei fondi azzonati beneficiano dell’inaspettata posizione di privilegio nel quadro del piano di utilizzazione.
1.5.2 Capitolo 2: Esecuzione, abrogazione e modifica del diritto vigente
Art. 80 Esecuzione
Il capoverso 1 coincide con quanto sancito nel diritto vigente (art. 36 cpv. 1 LPT). Va tuttavia sottolineato, in riferimento alle disposizioni esecutive emanate dai Cantoni, che l’elenco degli strumenti di vigilanza del Consiglio federale di cui all’articolo 71 capoverso 3 AP-LSTe non è esaustivo e che non è escluso che il Consiglio federale emani norme di esecuzione mediante ordinanza.
Il capoverso 2 coincide sostanzialmente con il diritto vigente (art. 31 LPT). L’unica differenza è che, al posto del concetto di «ufficio specializzato», si utilizza quello di «autorità» per evidenziare il fatto che non è sufficiente un qualsivoglia organo di periti. Come avviene già oggi in tutti i Cantoni, si deve nominare un’autorità investita dei poteri necessari a svolgere i compiti statali nel settore dello sviluppo territoriale.
79 L’esempio riportato qui di seguito dovrebbe illustrare il problema. Nel Comune A ci sono 15 ha di zone edificabili e 4 ha di zone edificabili di riserva. Si è previsto di delimitare un ettaro di terreni in una nuova zona edificabile; 0,6 ha di questa superficie si trovano in una zona edificabile di riserva e i restanti 0,4 ha devono essere trasferiti dalla zona agricola in modo da poter realizzare una delimitazione compatta della zona edificabile. Per effettuare la compensazione, il Comune decide di trasferire 0,8 ha di terreno dalla zona edificabile di riserva alla zona agricola. In base a questa pianificazione il Comune A disporrà di 16 (15 + 0,4 + 0,6) ha di terreno in zona edificabile e di 2,6 (4 – 0,6 – 0,8) ha di terreno in zona edificabile di riserva. Se il prezzo per il terreno edificabile a A è di 350 franchi/m2 e quello del terreno agricolo è di 10 franchi/m2, i proprietari dei fondi riazzonati dalla zona edificabile di riserva nella zona agricola dovranno ricevere un’indennità di 170 ([350 – 10] / 2) franchi/m2, che corrisponde a un importo pari a 1 360 000 (170 x 0,8 x 10 000) franchi. I proprietari dei terreni appartenenti alla zona agricola e azzonati nella zona edificabile realizzano un utile di 340 (350 – 10) franchi/m2, che corrisponde, per una superficie di 0,4 ha, a 1 360 000 (340 x 0,4 x 10 000) franchi. Se dovessero pagare l’importo totale dell’indennità, non resterebbe loro nulla del plusvalore derivante dall’azzonamento. Di qui il limite previsto al cpv. 3: i proprietari devono così pagare al massimo 255 (340 x ¾) franchi/m2, per un totale di 1 020 000 (255 x 0,4 x 10 000) franchi. I restanti 340 000 (1 360'000 1 020 000) franchi sono a carico del Comune.