Rapporto sui risultati
Consultazione 2007/106: Revisione della legge sulla pianificazione del territorio · 69 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 38Fedlex · Rapporto sui risultati
FP, FSAP, NIKE, pro natura, PSA, Rheinaubund, SGBV, SOBV, stazioneornitologica, SSP, SVIT, vbu, wandern, WSL, WWF; ZGBV, ZHBV; Lüscher).
Numerosi interpellati vorrebbero piuttosto mantenere i tipi di zone definiti nella vigente legge sulla pianificazione del territorio (AG, GL, GR, LU; PLR; USC; AGBV, agridea, ASF, ASPU, ASPAN, ATA, BVSZ, CAS, CEAT, CGAg, FSG, GDPT, INTER, LBV, LOS, Metropole, pro natura, pusch, SBK, SSIC, SSP, WWF, zbb, ZGBV, ZMP).
Secondo SVIT, la separazione delle zone edificabili dalle zone coltive non è fatta in modo coerente; lo dimostrerebbero le zone edificabili di riserva, le zone protette e quelle di pericolo o le zone di pianificazione.
Un gran numero di interpellati vorrebbe che la zona agricola continuasse a figurare nella legge (AG, GE, OW, UR, VS, ZH; i Verdi; SAB; USC; aefu, AGBV, Agora, agridea, alb, ASF, ASPAN, ASPU, ATA, biosuisse, BVSZ, CAJB, CGAg, COPC, CVA, eawag, FBS, FP, FVPFL, FVPL, Gallo, GDPT, Hausverein, LBV, LDK, LOS, Prométerre, pro natura, pusch, PSA, PSL, SBK, SGBV, SOBV, stazioneornitologica, suisseporcs, UCCS, uniterre, UPV, USCD, Vacanze in fattoria, VKMB, wandern, WWF, zbb, ZGBV, ZHBV, ZMP; Lüscher, Schüpbach).
Fra gli interpellati parecchi chiedono che l’espressione «zone coltive» sia sostituita con l’espressione «zone non edificabili» (AG, BS; i Verdi; usam; aefu, ASPU, ATA, biosuisse, Bündner Planerkreis, CFNP, eawag, FP, Hausverein, pro natura, SFS, stazioneornitologica, SVIT, VKMB, WWF).
Alcuni richiamano inoltre l’attenzione sul fatto che l’espressione tedesca «Kulturlandzonen» non è tecnicamente equivalente a quella francese «zones rurales» né a quella italiana «zone coltive » (TI; SSV; CEAT, DCPA, INTER, LDK, pro natura).
Da numerosi pareri, provenienti soprattutto dal settore agricolo, emerge il timore di una perdita d’importanza dell’agricoltura (AG, LU, SZ; UDC; SAB; USC; AGBV, alb, ASF, Bell, biosuisse, BVSZ, BZS, CAJB, CEAT, CH-IGG, CGAg, CJA, Favorit, FBS, FVPFL, FVPL, Gallo, INTER, LBV, LDK, LOS, Prométerre, PSL, SEG, sgp, uniterre, UPV, USCD, VKMB, zbb, ZGBV, ZHBV, ZMP; Schüpbach).
Capoverso 3
FR, GDPT, pusch e WWF vorrebbero che, nella tipologia delle zone, quelle protette restassero al terzo posto. Forum Paesaggio segnala che non si dovrebbero sminuire le considerazioni in materia di protezione.
Diversi interpellati propongono di menzionare, accanto alle aree, anche gli oggetti da salvaguardare (ASC, CCMS, CFMS, CSAC, NIKE).
Altri vorrebbero che fosse ripresa l’elencazione che figura nell’attuale articolo 17 LPT (BS; Archeologia, CDPNP, WWF), aggiungendo tra le zone protette le superfici per l’avvicendamento delle colture (agridea, suissemelio, USCD).
Diversi interpellati rilevano che un’effettiva protezione delle superfici coltive implica una lunga serie di provvedimenti (UDC; USC; AGBV, CGAg, PresCSCC, PSL, zbb, ZHBV).
VS lamenta l’assenza delle «altre zone» previste nell’articolo 18 LPT.
ASIC, CGT e PSPN sottolineano invece l’importanza di un processo pianificatorio neutrale, ovvero che non implichi a priori misure protettive.
La LDK chiede che, per quanto riguarda le zone protette, venga prima verificata l’effettiva necessità di una loro delimitazione.
Secondo Caccia, invece di «zone naturali protette», si dovrebbe parlare di «zone naturali» o di «zone di biodiversità».
L’AICAA accoglie con favore la regolamentazione delle zone di pericolo.
Secondo FR le zone di pericolo, tuttavia, non dovrebbero essere associate alle zone protette. VD si affianca a FR nel ritenere inoltre che dovrebbe essere lasciata la possibilità di far riferimento alle aree minacciate da pericoli, senza con ciò far scattare automaticamente implicazioni vincolanti per i proprietari fondiari.
AG e Zurigo vorrebbero che le «altre zone e comprensori» di cui all’articolo 17 del diritto vigente fossero riservati a utilizzazioni conciliabili con la conservazione della risorsa naturale «suolo» ed esterne alle zone edificabili. Per queste particolari zone edificabili è necessario definire criteri minimi nella LPT.