Rapporto legge sulle poste

Consultazione 2007/32: Revisione totale della legislazione postale (legge sulle poste e legge sull'organizzazione della posta) · 13 pagine

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L’argomento principale è che il ritmo previsto minaccia la qualità e il finanziamento del servizio universale. Altre tappe dovranno essere avviate solo se il servizio universale sarà ancorato più saldamente nella legge. La strategia non tiene conto degli interessi della popolazione, dei consumatori e dei lavoratori e avvantaggia solo i grandi clienti. La procedura è contraria a una soluzione pragmatica. È inammissibile che il Consiglio federale decida, da solo, la riduzione a 50 g. Vari partecipanti esigono quindi che il Parlamento possa pronunciarsi su entrambe le tappe o che entrambe le tappe siano sottoposte a votazione popolare.

4.2.3 Sostenitori della strategia del Consiglio federale con riserva

Accettano la strategia del Consiglio federale solo con riserva i Cantoni SO, GR, SG e TI. Le riserve si riferiscono soprattutto al ritmo di apertura del mercato. Si chiede che siano valutate le ripercussioni della riduzione del monopolio a 50 g prima di avviare la tappa successiva. Si fa notare che un’apertura rapida nasconde vari rischi, che non possono essere valutati. Sono menzionate le ripercussioni sulla qualità e sulla portata del servizio universale nonché sui posti di lavoro e sulle regioni periferiche. Lo scadenziario previsto non tiene conto di questi rischi e della sensibilità politica. Pur accettando sostanzialmente il ritmo proposto, anche la Posta manifesta delle perplessità al riguardo.

Infine si attira l’attenzione anche sull’accettazione da parte degli elettori: sarà politicamente difficile evitare un referendum o ottenere un’approvazione in votazione popolare con il presente avamprogetto.

4.3 Domanda 3: Siete d’accordo con il contenuto/la portata del servizio universale?

La maggior parte dei partecipanti è sostanzialmente favorevole alla proposta del Consiglio federale sulle prestazioni del servizio universale. Tra questi figurano tutti i Cantoni, i partiti Verdi, PEV, PPD, PLS e PCS, l’USC, la FER, SwissBanking, l’USAM, Stampa Sviz-

zera, il Centre patronal, il SAB nonché le tre associazioni dei consumatori.

Ci si aspetta tuttavia che anche dopo l’apertura del mercato il servizio universale soddisfi gli attuali requisiti elevati sia a livello della portata che a livello di qualità. La posizione forte del Consiglio federale nella definizione del servizio universale è approvata dalla maggior parte dei partecipanti. In vari pareri e soprattutto da parte dei Cantoni è sottolineata l’importanza dell’indipendenza dei prezzi dalla distanza. Il mandato infrastrutturale citato nella legge, ossia l’obbligo dei fornitori del servizio universale di predisporre una rete di punti di accesso in tutto il Paese, è accolto favorevolmente. Lo stesso dicasi per le prescrizioni concernenti le buche delle lettere. Singoli partecipanti chiedono anche una regolamentazione più esplicita delle condizioni di recapito. In vari pareri si auspica che in futuro i giornali e le riviste siano esclusi dal servizio universale (economiesuisse, ASMD e ZPK).

Sono espresse in parte perplessità sulla separazione tra servizi postali e traffico dei pagamenti e sulle sue ripercussioni per l’accesso ai servizi del traffico dei pagamenti.

L’atteggiamento contrario nei confronti di questa idea è motivato con il fatto che così si crea un “servizio universale a due velocità”. Per i servizi postali e le prestazioni del traffico dei pagamenti dovrebbe invece valere lo stesso mandato infrastrutturale. Si esprimono in

tal senso i Cantoni GL e TG, il PS, il Sindacato della comunicazione, Transfair, l’USS,

il Sindacato autonomo dei postini, Travail suisse, l’Associazione delle agenzie postali nonché la FER.

Vari partecipanti ritengono che ormai non è più necessario assicurare un servizio universale con prestazioni del traffico dei pagamenti e chiedono di limitare la portata all’offerta di pagamenti in contanti negli uffici postali. È l’opinione del PLR, di economiesuisse,

dell’USAM, di SwissBanking e dell’Associazione delle banche cantonali svizzere.