Rapporto esplicativo

Consultazione 2007/32: Revisione totale della legislazione postale (legge sulle poste e legge sull'organizzazione della posta) · 50 pagine

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te sulla legislazione in materia di vigilanza (cfr. commenti all’art. 28.). Gestisce inoltre l’organo di conciliazione per i problemi legati alla tutela dei consumatori e alla protezione dei dati. La sua sfera di competenza riguarda non più solo le attuali imprese soggette a concessione, bensì tutte le imprese sottoposte all’obbligo di notifica.

− Assicurazione del servizio universale: la necessità di assicurare espressamente il servizio universale e la portata di questo servizio universale sono strettamente correlate all’evoluzione sul mercato. È pertanto fondamentale che l’attribuzione della concessione per il servizio universale sia di competenza dell’autorità di regolazione e che spetti a essa vigilare sul rispetto della concessione e, se necessario, adottare misure per assicurare il servizio universale ai sensi della legge. Nell’ambito di questa attività, la PostCom riprende anche i compiti dell’attuale Commissione Uffici postali, che concilia gli interessati in caso di chiusura o trasferimento di uffici postali. Rientrano nella sua sfera di competenza anche la costituzione e l’amministrazione del fondo di finanziamento del servizio universale.

− Rispetto del divieto di sovvenzionamento trasversale: fintanto che sussiste il monopolio, in caso di sospetto motivato o su denuncia la PostCom può chiedere al fornitore del servizio universale la prova di aver rispettato il divieto di sovvenzionamento trasversale.

Al di là dei classici compiti di regolazione, in generale la PostCom è competente per l’esecuzione della legge sulle poste e la vigilanza sul suo rispetto (art. 27).

Rispetto ai mercati infrastrutturali, contraddistinti da un monopolio naturale incontestabile, la regolazione sul mercato postale risulta più snella. Il rispetto del diritto della concorrenza e dei cartelli è di competenza dell’autorità della concorrenza ordinaria (Commissione della concorrenza e Sorvegliante dei prezzi). La regolazione dell’accesso si limita quindi agli impianti di caselle postali e alle banche dati di indirizzi. La PostCom deve cercare una soluzione quando i titolari di tali impianti o i proprietari di banche dati di indirizzi e i fornitori di servizi postali non raggiungono un accordo sull’accesso. Il presente avamprogetto rinuncia a un’ulteriore regolazione dell’accesso alle infrastrutture dei fornitori che dominano il mercato, che sarebbe necessaria solo se non riuscisse a svilupparsi una concorrenza efficace entro un termine non troppo lontano senza concedere ai nuovi fornitori un accesso almeno temporaneo all’infrastruttura del fornitore storico e se l’accesso non potesse essere imposto attraverso il diritto della concorrenza ordinario. A differenza del mercato delle telecomunicazioni o dell’energia elettrica, il mercato postale non è però contraddistinto da un monopolio naturale incontestabile: l’infrastruttura del mercato postale è composta da personale, veicoli e strutture di smistamento. Per assumere personale e acquistare primi veicoli non occorre un grande capitale iniziale − a differenza della costruzione di una rete ferroviaria o elettrica. Anche il processo di smistamento può essere organizzato con un onere contenuto. Non sussiste quindi nessuna strozzatura monopolistica e per l’auspicato sviluppo della concorrenza non occorre quindi nessun accesso ordinato dallo Stato (cfr. tra l’altro “Opening postal markets in Switzerland”, Plaut Economics, Olten, 23 gennaio 2007).

Lo studio Plaut/Frontier giunge anche alla conclusione che a lungo termine un accesso efficace può portare a una copertura insufficiente nell’ambito del finanziamento del servizio universale. Per questo motivo e nell’ottica di una regolamentazione il più possibile snella, occorre rinunciare a un intervento statale in questo