Rapporto sui risultati

Consultazione 2007/9: Scelta del sistema di esaurimento nel diritto dei brevetti · 28 pagine

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va ricercato segnatamente in una disillusione per quanto concerne gli effetti reali delle importazioni parallele e nella crescente consapevolezza riguardo ai problemi inerenti alla presenza contemporanea di 25 Paesi i cui prezzi sono amministrati dallo Stato e della preminenza del libero scambio. Nell’UE prevale vieppiù il parere che, nell’ambito dei prezzi amministrati, il libero scambio comporti più

svantaggi che vantaggi.

3.3 Pareri in merito all’esaurimento internazionale

3.3.1 Opzione principale: esaurimento regionale senza deroghe

4 Cantoni (BE, LU, GR, AG), PS, TS, 4 organizzazioni dei consumatori (ACSI, FRC, KF, SKS), 3 aziende del commercio al dettaglio nonché la loro comunità d’interessi (Coop, Denner, Migros, IG DHS) nonché 10 altre organizzazioni (AROPI, Helsana, HS, IHK, JS, Orifarm, Prométerre, UPSC,

SRF, Suisseporcs) approvano l’esaurimento internazionale senza deroghe. Per l’USC l’esaurimento internazionale senza deroghe costituisce una delle opzioni possibili.

Alla base di tali pareri vi sono le motivazioni seguenti (a tal proposito vi sono molte analogie con le motivazioni che sfociano nel rifiuto dell’esaurimento nazionale; n. 3.1.1):

- la ricchezza della Svizzera dipende essenzialmente dal libero scambio di merci e servizi. Il

mercato interno è di piccole dimensioni. Negli Stati Uniti e nell’Unione europea i principali

concorrenti dell’economia svizzera operano su mercati dalle dimensioni molto più ampie e devono dunque misurarsi con una concorrenza ben più elevata. L’economia svizzera deve poter contare sia su mercati aperti orientati all’esportazione che su un’importazione possibilmente libera e che faciliti un’offerta molto ampia a prezzi vantaggiosi. I consumatori nonché le imprese ne

beneficerebbero in eguale misura;

- la possibilità di importare in parallelo costituisce un elemento importante della politica economica

e riveste la medesima rilevanza della prevista eliminazione degli ostacoli tecnici al commercio con l’introduzione del principio del «Cassis de Dijon», l’attuazione coerente del divieto di accordi verticali nel diritto dei cartelli, la semplificazione degli sdoganamenti e l’apertura del mercato agricolo a mezzo di accordi di libero scambio con l’UE. Il mantenimento dell’esaurimento

nazionale eluderebbe l’obiettivo ricercato con tali misure e non va dunque considerato in maniera isolata;

- nel caso di un passaggio all’esaurimento internazionale nell’ambito dei prodotti per i quali la

protezione brevettuale riveste grande importanza (farmaci, computer, intrattenimento elettronico, elettrodomestici, automobili e orologi), con un volume commerciale tra i 2,7 e 4,5 miliardi di

franchi, i consumatori possono attendersi una riduzione dei prezzi che si situa tra il 6 e l’11 per cento. Anche a livello nazionale è possibile ridurre in modo generalizzato i costi di produzione poiché gli impianti, gli apparecchi, i mezzi di produzione nonché le sostanze additive e ausiliarie di lavorazione potrebbero tendenzialmente venir importati a prezzi più bassi. Gli effetti a lungo termine dell’ammissione delle importazioni parallele sono tuttavia più rilevanti di quelli risultanti da considerazioni statiche e a breve termine: a lungo termine l’effetto dinamico delle importazioni parallele permette di attuare delle riduzioni di prezzo grazie a una maggiore concorrenza;

- è senz’altro possibile realizzare il passaggio dall’esaurimento nazionale a quello internazionale.

Né l’Accordo TRIPS né il GATT sarebbero d’ostacolo a una siffatta soluzione;

- non sono da attendersi effetti negativi sulle spese di ricerca e di sviluppo nonché sul ruolo della

Svizzera come polo di ricerca, e ciò poiché i consumatori indigeni generano soltanto una parte infinitesimale della cifra d’affari settoriale a livello mondiale, gli effetti di una liberalizzazione sui prezzi svizzeri sono soltanto modesti, le caratteristiche della piazza rivestono decisamente

maggiore rilevanza per la ricerca e lo sviluppo e i centri di ricerca dell’industria farmaceutica sono già ubicati negli altri continenti;

- è ben vero che il brevetto serve all’innovazione, ma non perché permette di coprire i costi della

ricerca bensì perché permette al titolare del brevetto di percepire per 20 anni una rendita di