Rapporto sui risultati

Consultazione 2007/9: Scelta del sistema di esaurimento nel diritto dei brevetti · 28 pagine

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- la concorrenza favorisce la crescita e il benessere economico nella misura in cui tutti gli attori del

mercato soggiacciono alle medesime condizioni. Ciò non avviene nel caso delle importazioni parallele. L’importatore in parallelo si limita a riprendere il risultato di un produttore e a sfruttare il divario di prezzo che risulta da regimi differenziati. Un importatore in parallelo fa beneficiare soltanto parzialmente i consumatori di questo divario di prezzo. Una parte cospicua va invece a incrementare il suo profitto senza poi provvedere a investire nella ricerca e nello sviluppo.

Confrontato con l’effetto moltiplicatore degli investimenti nell’ambito dei prodotti innovativi con elevato valore aggiunto, il semplice prelievo dei margini commerciali e l’eventuale restante

risparmio presso i consumatori tendenzialmente genererebbe dunque meno benessere;

- negli ultimi anni si è assistito a una trasformazione della struttura dei prezzi per i beni di consumo

in Svizzera. Tale processo è ancora in corso. Il commercio al minuto deve misurarsi con una concorrenza decisamente più agguerrita rispetto a prima in ragione dell’entrata in scena di nuovi concorrenti. Gli accordi con l’industria farmaceutica hanno comportato una riduzione dei prezzi dei medicamenti. Inoltre si sta ponderando l’introduzione unilaterale del principio del «Cassis de Dijon». Al momento attuale non vi sono, come invece in passato, segnali chiari che possano far pensare a un’ulteriore diminuzione significativa del costo della vita grazie all’introduzione

dell’esaurimento internazionale;

- nessun Paese industrializzato conosce il sistema dell’esaurimento internazionale nel diritto

brevettuale. La Svizzera, con un cambiamento di sistema, darebbe un segnale negativo a livello internazionale. Non si potrebbero neppure escludere inconvenienti da parte dei nostri partner commerciali internazionali;

- con l’introduzione dell’esaurimento internazionale sorgerebbe un ulteriore problema, essendovi un

maggiore rischio di contraffazioni. I beni originali importati in parallelo e le contraffazioni vengono sovente offerti per il tramite dei medesimi canali di distribuzione. Ciò potrebbe comportare degli inganni che non sono nell’interesse né del produttore dell’originale né dei consumatori;

- le differenze di prezzo tra i vari Paesi non vanno viste in blocco come arbitrarie e contrarie alla

concorrenza. Al contrario è normale che lo stesso bene abbia un valore differenziato nei diversi Paesi, anche perché le necessità, le pretese o le aspettative dei consumatori sono diverse. Le differenze di prezzo possono inoltre essere riconducibili a condizioni quadro giuridiche ed

economiche dissimili, come ad esempio un potere d’acquisto diverso o la fissazione del prezzo ad opera dello Stato. Le differenze di prezzo sono solo marginalmente riconducibili ai brevetti.

Difficilmente un cambiamento di sistema nell’ambito dell’esaurimento implicherà prezzi più bassi;

- un cambiamento di sistema che determini il passaggio dall’esaurimento nazionale a quello

regionale o internazionale indebolirebbe decisamente la posizione della proprietà intellettuale tanto rilevante per la piazza economica svizzera;

- gli accordi verticali sono poco indicati in alternativa ai diritti di protezione, dal momento che

comportano costi di transazione troppo elevati e che vanno altresì autorizzati in base alla

legislazione sui cartelli;

- un brevetto non implica sempre e comunque una posizione dominante sul mercato bensì soltanto

in alcuni casi specifici. Dal momento che sovente il mercato offre già ora beni sostitutivi in

alternativa ai prodotti brevettati, la concorrenza tra tali beni fungibili resta intatta.

SG, TG, PEV, USAM, USS e CFC sono favorevoli a diverse limitazioni del principio dell’esaurimento internazionale e respingono l’esaurimento internazionale senza deroghe.

3.3.2 Variante: deroghe per mercati vincolati

AG, BE, 3 associazioni di categoria del mondo economico (USAM, USC, USS), 3 aziende del

commercio al dettaglio nonché la loro comunità d’interessi (Coop, Denner, Migros, IG DHS), CFC, HS, SRF e Suisseporcs si dicono favorevoli a siffatta variante. Il PEV condivide tale variante, ma vuole