Rapporto esplicativo
Consultazione 2007/95: Seconda revisione dell'ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim) · 44 pagine
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3.5.2 Le disposizioni relative a pitture e lacche contenenti catrame
Pitture e lacche contenenti catrame vengono impiegate a scopo anticorrosivo e contengono, oltre a pece di catrame e/o oli di catrame, leganti polimerici. Leganti in un sistema a un componente sono ad esempio i polisocianati ingroindurenti; i sistemi a due componenti reattivi sono fondati su resine epossidiche e poliuretani. I prodotti in acciaio e calcestruzzo vengono utilizzati nella sistemazione dei corsi d’acqua (chiuse, canali, impianti di depurazione), in impianti dell’industria chimica e nel settore dell’energia. Un campo di applicazione tipico in tal senso è la protezione di impianti per la produzione di energia (rivestimenti interni di condutture forzate, pozzi forzati o alloggiamenti di turbine).
In Svizzera, la pece di catrame in pitture anticorrosive è stata sostituita quasi interamente da oli di catrame. La presenza di tenori di 5 e 6 anelli di PAH, tra cui il benzo(a)pirene, fa sì che i prodotti abbiano un profilo essenzialmente più favorevole dal punto di vista tossicologico, ma pur sempre preoccupante dal punto di vista ambientale. I distillati di oli di catrame impiegati contengono 3 e 4 anelli di PAH in tenore molto elevato (dal 5% al 12%) come fenantrene, fluorantene e pirene. I PAH citati mostrano un tempo di dimezzamento di oltre sei mesi in suoli e sedimenti. Fattori di bioconcentrazione (BCF) determinati sperimentalmente ammontano a oltre 2000, per il fenantrene e il fluorantene persino a oltre 5000. Ciò significa che questi ultimi, in base alla terminologia del Regolamento europeo REACH, devono essere classificati altamente persistenti e altamente bioaccumulabili (vPvB). I tre PAH rivelano inoltre una tossicità acquatica cronica inferiore allo 0,01 mg/l. Gli oli di catrame impiegati nella produzione di pitture anticorrosive contengono quindi tenori elevati in costituenti persistenti, bioaccumulabili e tossici (PBT). Durante i valori di manutenzione degli impianti, i PAH emessi da pitture anticorrosive pervengono senza controlli in suoli e corsi d’acqua a causa di insufficienti misure di ritenuta. Misure di protezione adeguate riducono i pericoli di inquinamento dell’ambiente durante gli interventi anticorrosivi. L’UFAM, fondandosi sull’ordinanza contro l’inquinamento atmosferico (OIAt), ha emanato un aiuto all’esecuzione. I requisiti ivi formulati sono elevati e possono essere adempiuti soltanto da imprese specializzate dotate di personale ben formato che devono adottare particolari misure di protezione per le persone. Purtroppo, i controlli hanno rivelato che i lavori non vengono sempre effettuati secondo le regole. Inoltre, in casi speciali, la costruzione di impianti di ritenuta come, ad esempio, gli incapsulamenti, non è possibile. Di conseguenza, la pece di catrame e gli oli di catrame in pitture anticorrosive dovranno essere eliminati non appena sarà possibile sostituirli in modo adeguato.
Già nel 1997, le autorità svizzere, sulla base delle attività della Commissione OSPAR per la protezione dell’ambiente marino dell’Atlantico del Nord-Est, avevano condotto a un’inchiesta presso le industrie interessate sulla disponibilità e l’idoneità tecnica di prodotti privi di PAH. Ne risultò che le pitture anticorrosive prive di catrame erano ottenibili sul mercato e utilizzabili.
Il progetto relativo all’allegato 1.15 prevede al numero 3 lettera h un divieto dell’immissione sul mercato di pitture e lacche contenenti catrame. Secondo il numero 1 capoverso 1, sono considerati prodotti contenenti catrame i prodotti che contengono oltre 100 mg di EPA-PAH per chilogrammo emessi da componenti catramosi. Il valore limite è stato stabilito in modo tale da poter essere distinto dai tenori di PAH reperibili in prodotti contenenti bitumi. Si propone che il divieto per l’immissione sul mercato di pit-