Rapporto sui risultati
Consultazione 2008/92: Legge federale sul prezzo fisso dei libri (Legge sul prezzo dei libri, LPLib) · 24 pagine
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Rapporto sul risultato della procedura di consultazione
ALSI, Comedia, FRC, Losanna, ProHelvetia, SBVV, SESI, SWIPS ritengono che l’imposizione di un prezzo fisso dei libri potrebbe frenare il processo di concentrazione di librerie e non tutelerebbe le piccole librerie. Secondo Comedia la scelta avrebbe una ripercussione positiva sul numero di posti di lavoro, sulla formazione del personale e sul profilo professionale, perché i libri anche in futuro non si venderanno solo in stock, ma sarà necessaria anche la consulenza alla clientela. AdS, SBVV, SESI, Suisseculture e SWIPS si preoccupano invece del futuro degli autori svizzeri: senza prezzo fisso, l’accesso degli autori locali agli editori sarebbe più complicato, perché questi non sarebbero disposti ad assumersi i rischi della vendita (AdS, Suisseculture). Gli autori locali che non godono ancora di fama sarebbero i primi a risentire di un eventuale peggioramento delle opportunità di mercato per gli editori svizzeri (SBVV, SESI SWIPS). ALSI, ProHelvetia e Suisseculture sostengono che il prezzo fisso dei libri avrebbe un riflesso positivo anche sulla varietà dell’offerta. Asdel, SBVV, SESI, SWIPS sostengono che l’introduzione del prezzo dei libri sarebbe una misura a costo zero per lo Stato e che attualmente i prezzi sono inferiori agli eventuali prezzi fissi, argomentazione quest’ultima sostenuta anche da FRC e ProHelvetia.. Secondo SBVV, SESI e SWIPS il mercato aggirerà anche il prezzo fisso, perché gli editori dovranno comunque tutelarsi dalla concorrenza. Avvalendosi delle esperienze maturate in altri Paesi, la SKS è favorevole alla regolamentazione del prezzo dei libri; tuttavia si deve fare in modo che i grandi gruppi stranieri non assorbano con facilità l’elevato potere di acquisto svizzero.
13 pareri (Abg, CP, CVAM, cvci, IG DHS, IHK, IA/CS, kf, Migros, SPr, PUE, SRF, Suissemusic e Comco) sono contrari a una regolamentazione del prezzo dei libri.
CP, CVAM e Comco ritengono che vi siano dubbi di costituzionalità su un eventuale intervento statale nel settore. Secondo la Comco non si intravedono segnali di crisi del mercato che richiedano una regolamentazione del settore. CP, CVAM, SRF e Comco sostengono la mancanza di efficacia di una tale misura; non esisterebbe, infatti, alcun nesso causale tra il prezzo fisso dei libri e gli obiettivi di promozione della cultura descritti all’art. 1 (art. 69, cpv. 2 Cost) o la promozione di rami economici e professioni nell’ambito della politica strutturale (art. 103 Cost). In ogni caso sarebbe impossibile impedire la crisi della grande libreria tradizionale (CP, CVAM, IG DHS, Migros, IHK, Suissemusic, Comco). Le librerie specializzate e orientate al cliente, invece, continuerebbero a esistere, sostengono IG DHS, Migros e IHK. Anche cvci manifesta un velato scetticismo nei confronti dell'efficacia del progetto di legge proposto e dubita che con un simile provvedimento si potrà impedire la chiusura di altre librerie. Nel processo di acquisto di un libro, non è il prezzo a svolgere il ruolo determinante, sostengono CP e CVAM.
IG DHS, Migros e Comco ritengono che un’eventuale regolamentazione del prezzo dei libri sarebbe una misura poco efficace ai fini della cultura e piuttosto legata a fattori economici; in questo modo la sopravvivenza di librerie e case editrici ricadrebbe sulle spalle del lettore. Inoltre la reintroduzione del prezzo fisso dei libri rappresenterebbe una pesante intromissione nella libera economia, sancita nella costituzione; dello stesso avviso è anche SRF, che sostiene appunto che una regolamentazione dei prezzi non corrisponderebbe alla filosofia liberale alla base del nostro ordinamento economico. Inoltre, l’esperienza insegna che gli effetti collaterali tanto temuti al momento dell’abolizione del prezzo fisso dei libri, come una minore varietà dell’offerta o una ridotta rete di distribuzione, non si sono verificati.
Secondo IG DHS, Migros, IA/CS e Suissemusic i primi a beneficiare del prezzo fisso sarebbero le grandi case editrici tedesche. La questione della proporzionalità della misura si pone in quanto il 90% dei libri in lingua tedesca viene importato dalla Germania; sarebbe quindi insensato imporre ai consumatori svizzeri prezzi superiori che gonfierebbero i guadagni di grandi gruppi stranieri che, di fatto, controllano oltre il 50% del mercato elvetico del libro (IG DHS, Migros, kf). Le maggiori entrate garantite per legge non verrebbero investite nella cultura svizzera, ma finirebbero nelle casse di queste grandi imprese straniere. Anche IHK sostiene che le case editrici non avrebbero alcun interesse nell'investire i guadagni extra ottenuti con la vendita di bestseller in libri poco redditizi; e sono proprio gli autori e le case editrici che producono bestseller a non aver bisogno di alcuna promozione.