Rapporto sui risultati
Consultazione 2008/92: Legge federale sul prezzo fisso dei libri (Legge sul prezzo dei libri, LPLib) · 24 pagine
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Rapporto sul risultato della procedura di consultazione
AI, JU, OW, VD, ZG, PS e ISMR approvano le deroghe così come espresse all’art.6. Se si introducesse un prezzo fisso dei libri, per SZ l’art. 6 si rivelerebbe indispensabile per le scuole e le biblioteche.
LU, NE e NW ritengono che la legge debba statuire solo il principio della possibilità di deroghe; l’elenco e la descrizione precisa delle deroghe devono essere specificati in un'ordinanza del Consiglio federale, che sancisca in modo flessibile le eventuali modifiche necessarie.
AdS e Suisseculture approvano le deroghe e auspicano allo stesso tempo che nella prossima revisione della legge sul diritto d’autore sia introdotto anche in Svizzera il diritto di prestito. Anche ProHelvetia è favorevole alle deroghe, a patto che siano contraddistinte in maniera chiara come provvedimenti di formazione e che siano escluse dal contesto delle misure di promozione culturale. Per Klett und Balmer le sole deroghe non rappresentano alcun problema, ma in combinazione con gli articoli 2 e 4 cpv. 3 rischierebbero di indebolire ulteriormente il commercio del libro. BE nutre dubbi sul fatto che nell’art. 6 cpv 1 lett. c non sia menzionato il tetto massimo che gli sconti possono raggiungere, come alla lett. a e b.
• Relativamente all’art. 6 cpv. 1 lett. a BL, BE, SG. PEV, GLP, economiesuisse, USS, ALSI, BIS, Comedia, Commissione BN,
CBU, Payot Libraire e SKS si sono espresse in maniera critica in merito all’art. 6 cpv. 1 lett.
a. BE e SG temono, infatti, che una simile regolamentazione penalizzerebbe le piccole biblioteche, fallendo in questo modo l’obiettivo della legge. UR fa notare che è comprensibile che le biblioteche chiedano sconti.
BL, PEV, GLP e CBU si sono espressi a favore di accordare alle biblioteche, in linea di massima e senza limiti fissi, il diritto di negoziare liberamente la concessione di sconti. Economieusisse addirittura propone di escludere i libri destinati alle biblioteche dalla fissazione del prezzo.
ALSI, Comedia e SKS propongono uno sconto fino al 10% per le biblioteche pubbliche; USS e Comedia auspicano anche la concessione di uno sconto unitario per le biblioteche, perché un eventuale sconto scaglionato rischierebbe di spingere a fare ordinativi unicamente in grandi quantità, il che penalizzerebbe le piccole librerie per via della loro ridotta capacità di previsione. Gli stessi motivi spingono BIS a dichiararsi scettica nei confronti della concessione di sconti per le piccole librerie: se infatti i limiti fossero inevitabili dal punto di vista politico, allora questi dovrebbero essere fissati in funzione del comportamento di acquisto nei confronti del singolo fornitore. In questo modo si potrebbe facilmente evitare che i libri disponibili anche in Svizzera fossero acquistati all’estero. Payot Libraire critica il fatto che in caso di libertà di prezzi, verrebbero privilegiati i grandi distributori con preventivi a partire da 1 milione di franchi, mentre le librerie sarebbero escluse.
La Comissione BN e la CBU ritengono che lo stato generale degli ordinativi di una biblioteca, in particolar modo quelle universitarie, tenute a spendere una grossa parte delle loro finanze in pubblicazioni escluse dalla legge, non sia il criterio appropriato per la concessione di sconti, mentre lo sarebbe piuttosto il volume di ordinativi. Suissemusic fa notare che potrebbero sorgere problemi di interpretazione nel caso in cui una biblioteca disponesse di un ingente quantitativo di ordinativi, ma si rifornisse dalle librerie solo per piccole quantità. Per la SPr non è chiaro se gli sconti scaglionati concessi alle biblioteche in funzione del fatturato sono calcolati sulla base dei valori limite del fatturato totale delle biblioteche o se piuttosto è determinante il fatturato dell’editore che concede lo sconto.
CBU e Payot Libraire sottolineano il fatto che il testo di legge cita soltanto le biblioteche universitarie, creando il rischio di fraintendimenti; la Commissione BN insiste, infatti, che dovrebbe valere un’unica disposizione per tutte le biblioteche, a prescindere dal tipo e dalla dimensione.