Rapporto esplicativo
Consultazione 2009/27: Ordinanza concernente la protezione contro il fumo passivo (OPTP) · 16 pagine
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Commento all’allegato
Allegato 1 – Requisiti per gli impianti di ventilazione nelle sale fumatori
L’allegato 1 stabilisce i requisiti tecnici che devono soddisfare gli impianti meccanici di ventilazione nelle sale fumatori (art. 3 cpv. 1 lett. b).
La ventilazione di un locale deve diluire ed evacuare l’inquinamento inevitabile dell’aria ambiente a cui sono esposti gli stabilimenti e le persone. In linea di massima, più uno spazio è ventilato e migliore è la qualità dell’aria ambiente. In base allo sfruttamento e allo standard di qualità dell’aria ambiente è possibile calcolare la quantità minima di aria fresca che deve essere immessa nel locale. In teoria è possibile calcolare anche la quantità di aria fresca necessaria per raggiungere una qualità accettabile dell’aria ambiente in una sala fumatori. I migliori dati di riferimento a tal fine provengono da un’indagine sperimentale accurata svolta dal Politecnico federale di Zurigo nel 200128, che mostrano che nelle sale fumatori è praticamente impossibile creare condizioni di aria ambiente accettabili per la salute mediante la ventilazione. Le quantità di aria necessarie sarebbero troppo grandi. I risultati di numerosi studi epidemiologici indicano inoltre chiaramente che, in caso di esposizione cronica, anche piccole concentrazioni di fumo passivo provocano danni alla salute. La norma svizzera SIA 382/1:2007 Impianti di ventilazione e climatizzazione – Principi generali ed esigenze (SN 546 382/1), che applica queste conoscenze, non contiene raccomandazioni concernenti la ventilazione nelle sale fumatori, ma rileva: «Negli spazi in cui si fuma non è possibile raggiungere una buona qualità dell’aria ambiente.» Manca quindi la base per stabilire quantità giustificate di aria fresca che tengano conto del fumo. È tuttavia incontestato che in tutti gli spazi destinati ad accogliere persone debba essere assicurata una quantità minima di aria fresca. Ciò vale anche per le sale fumatori (n. 1). La quantità di aria fresca stabilita per gli impianti di ventilazione delle sale fumatori si orienta quindi ai valori di dimensionamento per varie utilizzazioni degli edifici, menzionati nell’allegato A della norma SIA 382/1:2007. Per la maggior parte delle utilizzazioni è prescritta una quantità di aria fresca di 36 metri cubi per persona all’ora. Per gli impianti di ventilazione delle sale fumatori è adottata quale requisito minimo questa quantità di aria fresca per persona e la quantità di aria fresca in funzione dello spazio è calcolata in base alla capienza massima (n. 1). Negli spazi in cui non si fuma, ciò garantirebbe una buona qualità dell’aria ambiente. Siccome l’aria ambiente nelle sale fumatori è fortemente degradata dal fumo, una minore quantità di aria fresca non sarebbe giustificata.
Per assicurare la separazione atmosferica tra fumatori e non fumatori, la funzione principale dell’impianto di ventilazione è di garantire una depressione permanente rispetto agli spazi adiacenti (n. 2). In pratica, ciò significa che la quantità di aria sottratta alla sala fumatori deve essere superiore alla quantità di aria immessa. La differenza tra questi due volumi di aria deve essere immessa nell’ambiente circostante o negli spazi adiacenti e fluisce passivamente nella sala fumatori attraverso la o le porte. Per concretizzare il criterio della depressione è stabilito che questa corrente d’aria deve essere pari al 50 per cento della quantità di aria sottratta alla sala fumatori. Per le sale fumatori piccole, che sono dimensionate per poche persone e di conseguenza presentano una quantità minima di aria (cfr. n. 1 e spiegazioni precedenti), questa corrente d’aria è troppo piccola per impedire la fuoriuscita di aria fumosa con una porta normale. Per questo motivo è prevista, quale requisito minimo supplementare, una portata d’aria di 500 metri cubi all’ora per locale, e cioè in pratica per ogni porta che dà su un locale non fumatori adiacente (n. 2). La formulazione del criterio della depressione di cui al numero 2 è stata ripresa dalla direttiva SITC VA 102-01 (ventilazione negli esercizi pubblici) della Società svizzera degli ingegneri termici e climatici (SITC), riveduta recentemente.
L’aria che fuoriesce dalle sale fumatori è carica di inquinanti e odori provenienti dal fumo del tabacco. Per un protezione efficace dei non fumatori è pertanto indispensabile adottare misure che impediscano che questa aria di scarico o una parte di essa giunga, direttamente o attraverso l’impianto, in altri locali, ad esempio in seguito a perdite dei condotti di scarico o trasmissione di odori in caso di scam-
28 Junker MH et al. (2001). Acute sensory responses of nonsmokers at very low environmental tobacco smoke concentrations in controlled laboratory settings. In: Environ Health Perspect, October 2001, 109(10), 1045-1052.