Rapporto esplicativo

Consultazione 2009/27: Ordinanza concernente la protezione contro il fumo passivo (OPTP) · 16 pagine

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siderato un ufficio individuale, bensì un ufficio adibito a luogo di lavoro per più persone. È invece consentito fumare nei luoghi di lavoro individuali utilizzati da un’unica persona e non accessibili al pubblico.

Anche eventi di associazioni o club privati all’interno di spazi chiusi non accessibili al pubblico rientrano nel campo d’applicazione della legge se vi lavorano almeno due persone, indipendentemente dal fatto che si tratti di due dipendenti, di un datore di lavoro e un dipendente o di due indipendenti.

Capoverso 2

La nozione di «spazio chiuso» è stata interpretata tenendo conto della protezione della salute. Per non essere più considerato chiuso, uno spazio deve presentare un’apertura di almeno la metà del soffitto o di almeno la metà delle pareti. Negli spazi aperti su un unico lato o su una piccola porzione del soffitto, l’aria fumosa resta all’interno e non circola abbastanza. Le persone che si trovano all’interno dello spazio sono pertanto esposte al fumo quasi come in uno spazio completamente chiuso. Per questo motivo, l’installazione di grandi vetrate su una parete, le terrazze in gran parte chiuse da teloni o gli spazi lunghi e stretti con due piccole aperture alle estremità sono considerati in ogni caso spazi chiusi. Le aperture devono dare direttamente sull’esterno, e cioè all’aria aperta. In caso contrario, si tratta sempre di spazi chiusi. Un esempio sono le terrazze dei caffè nei centri commerciali, dal momento che i centri commerciali sono spazi chiusi.

Il materiale di costruzione dello spazio chiuso, che può avere carattere durevole o temporaneo, non ha nessuna importanza: una tenda le cui pareti sono costituite da teloni, ad esempio, è considerata uno spazio chiuso anche se è installata solo temporaneamente.

Capoverso 3

Questa norma generale prevede che l’aria fumosa degli spazi in cui è consentito fumare (ad esempio gli uffici individuali) non debba infastidire le persone che si trovano negli spazi adiacenti in cui è vietato fumare.

Per le sale e gli esercizi pubblici per fumatori, una disposizione specifica precisa le responsabilità del gerente (art. 3 cpv. 1 lett. c e art. 4 cpv. 1 lett. c).

Articolo 3 – Caratteristiche delle sale fumatori

Capoverso 1

All’articolo 2 capoverso 2, la legge prevede che in speciali spazi adatti possa essere permesso fumare. L’articolo 3 dell’ordinanza descrive i requisiti che devono soddisfare queste sale fumatori (dette anche fumoir). La responsabilità per il rispetto dei requisiti spetta al gerente dell’esercizio o al responsabile dell’ordine interno.

Per una protezione efficace dei non fumatori è determinante una separazione rigorosa tra le sale fumatori e tutti gli altri spazi in cui è vietato fumare. A tal fine è necessaria innanzitutto una separazione fisica. Questa separazione fisica deve avvenire mediante elementi fissi che non lascino passare l’aria fumosa: la separazione deve quindi essere sostanzialmente ermetica (lett. a). Di norma tali elementi sono costituiti da pareti interne o pareti divisorie senza aperture come ad esempio un passavivande. Elementi divisori come griglie o tende non soddisfano questo requisito. Le porte della sala fumatori devono restare aperte solo per consentire l’entrata e l’uscita. Per evitare che siano lasciate aperte involontariamente, devono essere munite di un meccanismo che richiuda automaticamente la porta (porta a chiusura automatica, lett. a).