Rapporto esplicativo
Consultazione 2009/27: Ordinanza concernente la protezione contro il fumo passivo (OPTP) · 16 pagine
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1.5 Rapporto con il diritto CE
In molti Stati membri dell’UE, il diritto nazionale prevede disposizioni complete e severe concernenti la protezione contro il fumo passivo sul luogo di lavoro e nella ristorazione. Dopo che l’Irlanda ha introdotto il primo divieto europeo di fumare nei bar e ristoranti nel 2004, oggi vigono divieti di fumare o restrizioni del fumo in 21 Stati membri. Non hanno ancora adottato nessuna regolamentazione unicamente gli Stati dell’Europa orientale e sudorientale Grecia, Polonia, Slovacchia e Ungheria.
Già nel 1989, in una direttiva relativa alla sicurezza e alla salute sul luogo di lavoro3 la CE obbligava i datori di lavoro ad assicurare la protezione contro il fumo passivo almeno negli istituti sanitari e nei locali di riposo sul luogo di lavoro. Nella raccomandazione sulla prevenzione del fumo del 20024, non giuridicamente vincolante, la CE ha esortato gli Stati membri ad adottare misure di protezione dall’esposizione al fumo di tabacco negli ambienti interni dei luoghi di lavoro, sui mezzi di trasporto pubblici e nei luoghi pubblici chiusi. Nel 2007, la Commissione europea ha posto in discussione delle opzioni per un’iniziativa di protezione contro il fumo passivo in un Libro verde5, che nella procedura di consultazione6 ha suscitato ampi consensi. Attualmente non si sa se sarà adottato uno standard minimo unitario su scala europea e, in caso affermativo, in base a quali competenze la CE potrebbe emanare prescrizioni vincolanti.
1.6 Rapporto con la Convenzione dell’OMS sul tabacco
La Svizzera ha firmato la Convenzione dell’OMS sul tabacco (FCTC) con altri 167 Stati, ma non l’ha ancora ratificata. Si tratta di un accordo di diritto internazionale volto a lottare contro il consumo di tabacco e a proteggere dal fumo passivo. L’articolo 8 della Convenzione dell’OMS sul tabacco esige misure efficaci di protezione contro il fumo passivo negli spazi chiusi accessibili al pubblico, sul luogo di lavoro o sui mezzi di trasporto pubblici. In virtù di questa disposizione, nel 2007 le parti contraenti della Convenzione dell’OMS sul tabacco hanno adottato delle direttive sulla protezione contro il fumo passivo.7 Le direttive chiedono tra l’altro un divieto di fumare senza la possibilità di creare sale fumatori. Si tratta tuttavia di una cosiddetta soft law, e cioè di raccomandazioni non giuridicamente vincolanti per le parti contraenti.
3 Direttiva 89/654/CEE del Consiglio, del 30 novembre 1989, relativa alle prescrizioni minime di sicurezza e di salute per i luoghi di lavoro (GU L 393 del 30 dicembre 1989, pag. 1).
4 Raccomandazione del Consiglio, del 2 dicembre 2002, sulla prevenzione del fumo e su iniziative per rafforzare la lotta contro il tabagismo (GU L 022 del 25 gennaio 2003, pag. 31).
5 Commissione europea (2007). Libro verde «Verso un’Europa senza fumo: opzioni per un’iniziativa dell’Unione europea». COM(2007) 27 definitivo. http://ec.europa.eu/health/ph_determinants/life_style/Tobacco/Documents/gp_smoke_it.pdf (03.04.2009).
6 European Commission (2007). Report on the Green Paper Consultation (November 2007) (disponibile solo in inglese). http://ec.europa.eu/health/ph_determinants/life_style/Tobacco/Documents/smoke_free_frep_en.pdf (03.04.2009).
7 Traduzione in tedesco delle direttive del 6 luglio 2007 concernenti l’articolo 8 FCTC all’indirizzo www.tabakkontrolle.de/pdf/AdWfP_Leitlinien_der_WHO_Artikel8.pdf (03.04.2009).