Rapporto sui risultati

Consultazione 2009/32: Contratto normale di lavoro per il personale domestico (CNL personale domestico) · 18 pagine

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Rapporto sui risultati dell’indagine conoscitiva CNL economia domestica

trasformare ancora di più questi Paesi in bacini di reclutamento di collaboratori domestici e quindi di aumentare le pressioni sulle condizioni di lavoro nel ramo. A detta dell’IGA di BS, i salari del personale domestico sono talvolta nettamente inferiori a quanto previsto dalle direttive cantonali in materia.

La SKF, le EFS, i Verdi, il FIMM e il cfd accolgono favorevolmente la regolamentazione per motivi di parità. Per la SKF, le EFS e la Fachkommission für Gleichstellungsfragen del Cantone di Berna, le condizioni lavorative in questo settore sono spesso precarie. L’Union der ArbeiterInnen ohne geregelten Aufenthalt afferma che le lavoratrici impiegate nelle economie domestiche private contribuiscono al benessere della Svizzera, ma rischiano di essere sfruttate ed espulse. I salari minimi garantirebbero loro un minimo di protezione. La CSP vede nel CNL un contributo al riconoscimento del lavoro domestico, il cui valore economico è considerevole. La cgas e il CCSI segnalano le loro esperienze positive con il CNL ginevrino, uno strumento che si rivela estremamente utile per disciplinare le condizioni di lavoro in un settore contraddistinto da condizioni lavorative particolarmente precarie.

La sic svizzera ritiene che il carattere normativo del CNL sia anche un mezzo per combattere il lavoro nero, fenomeno molto diffuso nell’economia domestica, e di assicurare un maggior numero di lavoratori dell’economia domestica contro i rischi economici (malattia, infortunio, vecchiaia, ecc.). Tutta la società ne trarrà profitto.

Commenti dei Cantoni:

La maggior parte dei Cantoni approva senza riserve o in linea di principio l’introduzione di salari minimi nell’economia domestica. Alcuni Cantoni, tuttavia, disapprovano il fatto che non sia stata prevista una regionalizzazione dei salari (vedere punto 3.2.7). Diversi Cantoni rilevano la scarsa base di dati che è servita a determinare i salari minimi (JU,NE, OW, SH, VD). BS considera il CNL uno strumento efficace per combattere il dumping salariale, poiché spesso non è possibile verificare e applicare le direttive salariali in vigore nell’economia domestica. BE condivide le conclusioni della CT della Confederazione e approva la regolamentazione proposta. GR constata che la retribuzione dei lavoratori domestici nel suo territorio è molto varia e che talvolta si situa al di sotto dei salari usuali per il luogo e il ramo. NW sostiene che oggigiorno i contratti di lavoro conclusi alle condizioni previste dal CNL cantonale per il personale domestico sono rari poiché in Svizzera è impossibile trovare lavoratori in regola a tali condizioni. Nel Vallese, al contrario, i contratti di lavoro contenenti disposizioni che derogano al CNL non sono numerosi. In vista dell’abolizione, nel 2011, del controllo del rispetto delle condizioni lavorative e salariali usuali per i lavoratori provenienti dai nuovi Stati membri dell’UE, NW approva la volontà di adottare una regolamentazione nazionale unitaria che prevede salari minimi vincolanti. Considerata la scarsa base di dati disponibili, NE e OW propongono di tenere l’economia domestica sotto stretta osservazione e, in base ai risultati raccolti, di adottare eventualmente un CNL. VD deplora che l’introduzione di un salario minimo mediante un CNL riguardi un settore nel quale è difficile non solo determinare i salari usuali per il luogo, il ramo e la professione, ma anche constatare un’offerta abusiva e ripetuta di salari inferiori a quelli usuali. Anche SH critica la scarsa base di dati e l’assenza di una ponderazione degli interessi ai sensi dell’articolo 360a capoverso 2 CO. Propone quindi di procedere a ulteriori accertamenti per acquisire una base di dati solida. SO rileva che le prestazioni di servizi nelle economie domestiche private sono fornite più spesso da organizzazioni Spitex che non dal personale domestico. Vista la sua struttura demografica e la sua situazione geografica, è meno toccato delle regioni urbane o ad alti redditi.

b) Pareri contrari

Le associazioni, le organizzazioni e i partiti seguenti si sono espressi contro l’adozione del CNL:

Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC), Unione svizzera degli imprenditori, Unione svizzera delle arti e mestieri (usam), Unione svizzera dei contadini (USC), Fédération

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