Rapporto esplicativo

Consultazione 2009/95: Legge federale sulla restituzione dei valori patrimoniali di provenienza illecita di persone politicamente esposte (Legge sulla restituzione di averi di provenienza illecita, LRAI) · 40 pagine

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se la richiedente non avesse ottemperato66. In un’altra causa recente, la Corte ha tuttavia considerato che l’articolo 6 § 2 CEDU era applicabile a una confisca intervenuta, come nella sentenza Phillips67, a seguito di una condanna penale concernente, in parte, benefici scaturiti da infrazioni diverse da quelle per le quali il richiedente era stato condannato. A differenza della sentenza Phillips, le infrazioni in questione erano state oggetto di un procedimento penale e il richiedente ne erano stato assolto68.

Alla luce di questa giurisprudenza, non sempre esplicita per quanto concerne l’applicazione dei criteri enunciati, non può essere completamente escluso che la confisca prevista dal progetto di legge debba essere collegata all’aspetto penale dell’articolo 6 CEDU; l’articolo 6 § 2, CEDU sarebbe dunque applicabile. In ogni caso, la presunzione d'illiceità rimane compatibile con le esigenze dell’articolo 6 CEDU. Une decisione fondamentale della Corte europea dei diritti dell’uomo ha infatti stabilito quanto segue.

« Ogni sistema giuridico prevede la presunzione di fatto o di diritto; la Convenzione non vi si oppone, in principio, ma in materia penale obbliga gli Stati contraenti a non superare in tal senso una determinata soglia (...). L’articolo 6 § 2 non si disinteressa delle presunzioni di fatto o di diritto contenute nelle legislazioni repressive. Sennonché fa obbligo agli Stati di iscriverle entro limiti ragionevoli che tengano conto dell’importanza della posta in gioco e salvaguardino i diritti della difesa »69.

In ogni caso, la regolamentazione proposta soddisfa le esigenze formulate dalla Corte europea: il suo campo d'applicazione è rigorosamente circoscritto ai valori patrimoniali di PPE e della loro cerchia; garantisce alla persona colpita dal provvedimento la possibilità di invalidare la presunzione e conferisce ai tribunali piena libertà nell’apprezzamento delle prove. Inoltre, limita rigorosamente il proprio intervento al minimo necessario per una lotta efficace contro l’impunità scaturita da una situazione di dissesto, di cui sarebbe ingiusto che coloro che ne sono stati responsabili, o la loro cerchia, possano trarre profitto.

5.2.2 Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione

La CNUCC contiene norme di portata internazionale in materia di prevenzione e di repressione della corruzione. È stata firmata dalla Svizzera il 10 dicembre 2003, quindi ratificata il 24 settembre 2009, senza riserve.

La CNUCC dedica un intero capitolo (V) al recupero dei beni proventi di reato. L’articolo 51 CNUCC stabilisce che la restituzione di beni costituisce un principio fondamentale della Convenzione e che gli Stati Parte dovranno prestarsi reciprocamente la più ampia cooperazione ed assistenza a tale riguardo. Questo articolo manifesta la volontà degli Stati Parte di adoperarsi affinché la Convenzione porti a

66 Sentenza Air Canada c. Regno Unito del 5 maggio 1995, serie A vol. 316-A, § 52 e segg.

67 Si veda la nota 64.

68 Sentenza Geerings c. Paesi Bassi del 1° marzo 2007, ricorso 30810/03.

69 Traduzione libera, tratta dalla Sentenza Salabiaku c. Francia del 7 ottobre 1988, serie A, vol. 141. Nello stesso senso, cfr. sentenza Pham Hoang c. Francia del 25 settembre 1992, serie A, vol. 243 no 32 e sentenza Janosevic c. Svezia del 23 luglio 2002.