Rapporto sui risultati
Consultazione 2010/51: Legge federale sull'armonizzazione delle pene nel Codice penale, nel Codice penale militare e nel diritto penale accessorio · 90 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 84Fedlex · Rapporto sui risultati
a. una multa fino a 20 000 franchi se il reato è intenzionale;
b. una multa se il colpevole ha agito per negligenza.
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Abrogato
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L’azione penale e la pena si prescrivono in cinque anni.
Il Centre Patronal ritiene che il termine di prescrizione venga prorogato senza motivo da due a cinque anni. Il rapporto esplicativo non illustra i motivi per cui il termine di prescrizione vigente sia insufficiente. Occorre pertanto mantenere il termine di prescrizione di due anni.
3.13. Legge federale del 22 marzo 199147 sulla radioprotezione
Nessuna osservazione.
3.14. Legge del 18 dicembre 199848 sulle case da gioco
Nessuna osservazione.
IV. Trasformazione di disposizioni potestative in disposizioni imperative
FR, LU, NW, OW e ZG sono favorevoli al passaggio da disposizioni potestative a disposizioni imperative nelle norme penali che incaricavano sinora il giudice di eseguire l’apprezzamento della fattispecie e l’apprezzamento della conseguenza giuridica. LU ritiene che evitando di incaricare nella stessa norma il giudice sia dell’apprezzamento della fattispecie sia dell’apprezzamento della conseguenza giuridica si ottiene una maggiore certezza giuridica per l’applicazione del diritto in caso di figure di reato privilegiate o con circostanze aggravanti. ZG è favorevole alla modifica poiché la ritiene nell’interesse della certezza del diritto.
Il PLR ritiene che il CP vigente manca a volte di chiarezza poiché in certi casi usa una formula potestativa per prescrivere ai giudici una determinata decisione. La revisione proposta sembra poter porre rimedio a questa situazione.
SH, VD, GDS, SH Justiz, ASM, UNIFR e UNILU rifiutano la trasformazione delle disposizioni potestative in disposizioni imperative. VD, SH Justiz e ASM ritengono che tale trasformazione limiti notevolmente il margine d’apprezzamento del giudice. SH, SH Justiz e ASM osservano inoltre che non è comprovata l’affermazione secondo cui il grande margine di apprezzamento in riferimento alla conseguenza giuridica fa sì che vengano pronunciate soltanto pene detentive di breve durata. In singoli casi la trasformazione di una disposizione potestativa in una disposizione imperativa potrebbe invece di fatto significare l’introduzione di una pena minima (p.es. art. 144 cpv. 3, 144bis n. 1 cma 2 e n. 2 cma 2, 237 n. 1 CP), cosa che va rifiutata. Del resto, secondo SH Justiz e ASM, la restrizione del margine d’apprezzamento del giudice probabilmente non inciderà sulla pena e sul suo ammontare. Essendo tuttavia tale restrizione ancora una volta l’espressione di una diffidenza ingiustificata nel corretto esercizio del potere d’apprezzamento del giudice, vi è un motivo ulteriore per rifiutare in generale la trasformazione di disposizioni potestative in disposizioni imperative. UNIFR ritiene inaccettabile che il rapporto esplicativo motivi le modifiche previste con l’argomento dell’incertezza
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RS 814.50
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