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Consultazione 2010/88: Approvazione della Convenzione del Consiglio d'Europa sul paesaggio (Convenzione europea del paesaggio) · 13 pagine

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ticolare importanza ai rapporti di partenariato, è inoltre disponibile uno strumento di attuazione moderno apprezzato anche a livello europeo.

La Convenzione europea del paesaggio coincide sia dal punto di vista della filosofia che dei contenuti essenziali con la concezione del paesaggio definita nel diritto svizzero e con il modo in cui viene realizzata da parte della Confederazione e dei Cantoni.

1.1.3 Situazione in Europa

A tutt’oggi non esiste uno strumento internazionale che consideri il paesaggio nell’accezione più ampia del termine, ossia che tenga conto, in particolare, della sua importanza culturale e sociale nonché dei suoi rapporti con l’economia, l’informazione, la formazione e la partecipazione della popolazione. Le convenzioni esistenti sono circoscritte alla protezione delle specie e degli habitat. La Convenzione del paesaggio può ora colmare questa lacuna.

Numerosi Stati, in particolare i nuovi Stati dell’Europa centrale e orientale, non dispongono, o dispongono solo in maniera limitata, di basi giuridiche nell’ambito della politica ambientale. Per questi Paesi la Convenzione rappresenta una base importante sulla quale elaborare le proprie normative nazionali.

1.2 Risultati della procedura preliminare

1.2.1 Svolgimento dei negoziati nel Consiglio d’Europa

La Convenzione è nata con riferimento alla 1a Conferenza dei ministri europei dell’ambiente tenutasi nel 1991 a Dobříš (Repubblica Ceca) su iniziativa e sotto la direzione del Congresso dei Poteri Locali e Regionali d’Europa (CPLRE) nel quale la Svizzera è rappresentata da vari delegati dei Cantoni e dei comuni. L’idea, sviluppatasi sotto “l’effetto di Rio”, che gli strumenti internazionali esistenti all’epoca non fossero in grado cogliere il significato globale che il paesaggio assume soprattutto per il benessere fisico e psichico della popolazione, né la sua importanza sul piano socioeconomico, è all’origine della Convenzione. Su incarico del CPLRE un gruppo internazionale di esperti di vari settori elaborò quindi una bozza da presentare al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa.

In quell’occasione, la Svizzera ha dato, attraverso i suoi esperti, un importante contributo alla nascita della Convenzione, impegnandosi in particolare affinché essa tenesse conto della situazione specifica degli Stati a struttura federale e vi confluissero nuovi approcci per una politica del paesaggio moderna così come sono formulati nella Concezione Paesaggio svizzero.

Su richiesta del CPLRE, dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, del Comitato per le attività del Consiglio d’Europa in materia di diversità biologica e paesaggistica (CO-DBP) e del Comitato del patrimonio culturale del Consiglio d’Europa (CC-PAT), il 19 luglio 2000 il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa ha approvato la Convenzione e l’ha sottoposta per la firma agli Stati membri.