Rapporto sui risultati

Consultazione 2012/11: Revisione parziale dell'ordinanza sulla pianificazione del territorio · 17 pagine

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INTRODUZIONE

Genesi del progetto

Il 13 marzo 2008 il consigliere agli Stati Werner Luginbühl ha presentato una mozione nella quale si legge: «Il Consiglio federale è incaricato di adeguare, il più presto possibile, le disposizioni legali in vigore al fine di poter trasportare, anche su grandi distanze, verso le zone edificabili l’energia termica, prodotta in un’azienda agricola, in una rete di distribuzione di calore a distanza». La richiesta espressa nella mozione è stata giustificata adducendo che le espressioni «nucleo dell’azienda» e «gruppo di edifici» impiegate nell’articolo 34a capoverso 1 lettera c dell’ordinanza del 28 giugno 2000 sulla pianificazione del territorio (OPT; RS 700.1) sono molto restrittive. L’autore della mozione ritiene questa restrizione inopportuna e pregiudizievole nei confronti del settore agricolo «ostacolando pure la possibilità di produzione di energia decentralizzata e sensata sul piano ecologico al di fuori delle zone edifi-

bis della legge del 22 giugno 1979 sulla pianificabili». Fa inoltre rilevare che l’articolo 16a capoverso 1

cazione del territorio (LPT; RS 700) dovrebbe precisare che «il calore recuperato dalla centrale termoelettrica a blocco può essere trasportato nelle zone edificabili». Nel parere del 21 maggio 2008 relativo alla mozione citata il Consiglio federale si è dichiarato disposto a cercare margini di manovra più ampi di quelli previsti nell’articolo 34a capoverso 1 lettera c OPT, al fine di allentare le disposizioni relative alle costruzioni al di fuori delle zone edificabili. Sottolineando l’importanza di rispettare i criteri di necessità e opportunità e il principio della separazione tra le zone edificabili e quelle non edificabili, il Collegio ha inoltre espresso l’intenzione di raggiungere l’obiettivo auspicato intervenendo a livello di ordinanza e ha proposto di accogliere la mozione. Quest’ultima, accolta il 12 giugno 2008 dal Consiglio degli Stati e il 28 aprile 2009 dal Consiglio nazionale, è pertanto stata trasmessa al Consiglio federale.

Il 23 dicembre 2011 le Camere federali hanno approvato una revisione parziale della LPT con la quale è stata attuata un’iniziativa cantonale presentata dal Cantone di San Gallo (08.314). Così facendo, hanno dato seguito alla richiesta, espressa da più Cantoni, di sottoporre alle stesse modifiche tutti gli edifici abitativi costruiti secondo il diritto previgente, indipendentemente dalla natura agricola o extraagricola del loro scopo abitativo o della loro utilizzazione nel 1972. Giudicandola urgente, il Parlamento ha realizzato la revisione in un progetto separato; nel quadro della seconda fase della revisione della LPT è tuttavia in corso un riesame integrale delle disposizioni relative alle costruzioni al di fuori delle zone edificabili. Consapevole del fatto che la revisione avrebbe fatto emergere alcuni problemi non risolvibili a livello di legge, il Parlamento ha incaricato il Consiglio federale di tracciare i confini necessari. Ha inoltre sottolineato l’intenzione di procedere, nell’ambito della revisione globale, a un’integrazione più omogenea, a livello di normativa nel suo complesso, delle disposizioni oggetto di adeguamenti.

Entrambe le questioni sono state affrontate nel progetto di revisione parziale della OPT in relazione al quale il Consiglio federale ha avviato la procedura di consultazione il 22 febbraio 2012 fissando al 1° giugno 2012 il termine per l’invio dei pareri.

Il 13 aprile 2012 è scaduto inutilizzato il termine di referendum per la revisione parziale della LPT del 23 dicembre 2012.

Partecipanti alla procedura di consultazione

La documentazione è stata sottoposta per parere a tutti i Cantoni, compresa la Conferenza dei Governi cantonali, ai partiti rappresentati in seno al Parlamento (13), alle associazioni mantello nazionali di Comuni, Città e regioni di montagna (3), alle organizzazioni mantello dell'economia (8) e ad altre 40 organizzazioni interessate. Hanno espresso un parere tutti i Cantoni, quattro partiti, tre associazioni mantello delle Città e delle regioni di montagna e le organizzazioni mantello dell’economia. Sono inoltre giunti 38 pareri da altre organizzazioni interessate e da privati.

3/17 L411-0062