Rapporto sui risultati

Consultazione 2012/11: Revisione parziale dell'ordinanza sulla pianificazione del territorio · 17 pagine

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Proposta principale

La quota massima di calore che può essere persa durante la distribuzione, fissata al dieci per cento del calore trasportato agli utenti finali, rappresenta un valore molto elevato (AR). Alcuni partecipanti propongono, invece, valori più alti (UDC; Aquanostra, VSLG) o allora di tralasciare del tutto questo criterio di efficienza energetica (PLR). Il Cantone di Zurigo fa notare che, nello spazio rurale, non sarà semplice ottenere una densità degli allacciamenti sufficientemente elevata ed evitare quindi che le perdite di calore trasportato superino il dieci per cento. Secondo il Cantone Nidvaldo, invece, un impianto moderno, che rispetti gli standard di qualità in vigore (p. es. quelli secondo il sistema di gestione della qualità «Qualitätsmanagement Holzheizwerke®»), consente di soddisfare facilmente il requisito richiesto. Il fatto di fissare una quota precisa potrebbe far sì che, con l’evolversi della tecnica, la rete di distribuzione acquisti dimensioni sempre più importanti, il che, tuttavia, non dovrebbe rivelarsi problematico (NW).

Il Cantone di Vaud ritiene che il requisito dell’efficienza dovrebbe essere inteso come una media calcolata durante il semestre invernale. Biomasse lamenta il fatto che non siano stati presi in considerazione gli impianti agricoli alimentati a biogas e attivati dall’elettricità.

Si propone poi di sostituire il criterio del «nucleo dell’azienda» con un perimetro più delimitato (ZH)

ovvero di autorizzare l’utilizzo di edifici esistenti anche se non fanno parte del centro dell’azienda agricola (VD).

Il Cantone di Appenzello Esterno richiama nuovamente l’attenzione sulla difficoltà di esaminare una domanda d’autorizzazione basandosi sulle ipotesi di calcolo figuranti nella documentazione fornita. Il Cantone di Nidvaldo ritiene che le perdite di calore durante la distribuzione possano essere controllate facilmente dopo l’attivazione della rete di distribuzione di calore a distanza, ma è scettico quanto alla possibilità di contenere tali perdite durante la fase di esercizio e di poter effettuare i controlli necessari.

Variante

Requisiti di efficienza per la produzione e la distribuzione di calore

Il fatto di estendere le considerazioni di efficienza agli impianti per la produzione di calore si giustifica anche in ragione della protezione dell’aria (LU). Secondo il Cantone di Vaud, invece, la proposta avanzata nella variante non tiene conto delle disparità che presentano le centrali termiche in termini di gradi di efficienza. Alcuni partecipanti giudicano improprio fissare dei valori predefiniti a livello di ordinanza; quest’ultima dovrebbe limitarsi a rinviare allo stato della tecnica. I dettagli andrebbero precisati in una direttiva, che può facilmente essere aggiornata (OW; USC; USPV; cfr. anche i pareri riportati nel capitolo: «Valutazione generale del criterio di efficienza proposto», pag. 5).

Il Cantone di Zurigo ritiene necessario definire una base di calcolo per l’utilizzo del calore generato dagli impianti di cogenerazione, perché il grado di efficienza dipende da fattori di varia natura e non facilmente misurabili. Secondo Biomasse, negli impianti decentralizzati attivati dall’elettricità è raro riuscire a rispettare il grado di efficienza globale proposto, pari al 70 per cento.

Applicabilità

Il fatto di subordinare gli impianti in oggetto a criteri molto elevati in termini di rendimento e di rispetto dell’ambiente è giudicato opportuno, e questo anche se, adottando la proposta formulata nella variante, dovesse aumentare il carico di lavoro tanto nel quadro dell’esame delle domande di autorizzazione quanto in quello dell’attuazione (LU).

Per verificare il grado di rendimento energetico sarebbe preferibile una soluzione esterna al posto di un incremento delle risorse interne, prevedendo eventualmente un coordinamento da parte dei servizi per l’energia cantonali (SZ).

7/17 L411-0062