Rapporto esplicativo

Consultazione 2012/129: Modifica della legge sull'ingegneria genetica (integrazione dei risultati del PNR 59 e regioni senza OGM) e ordinanza sulla coesistenza. · 45 pagine

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La proposta delle «regioni senza OGM» può essere accolta favorevolmente dagli attori della produzione agricola come alternativa alla coesistenza. Nel rispetto del parere degli agricoltori e dei consumatori, questo elemento può generare effetti positivi per lo sviluppo rurale, preservando la diversità dei tipi e dei modi di sfruttamento agricolo e adeguandosi alla struttura del paesaggio. A titolo di esempio, la prossimità con agricoltori che hanno scelto lo stesso tipo di produzione permette di utilizzare le macchine agricole o altri attrezzi di produzione in comune e di trarne un certo beneficio.

Inoltre, le «regioni senza OGM» sono uno strumento di promozione per le aziende agricole, i produttori di sementi o miele e altri attori della produzione agricola che, consapevoli del successo potenziale in termini commerciali o di immagine, hanno la possibilità di sviluppare una denominazione di origine su propria iniziativa allo scopo di evidenziare la provenienza da una «regione senza OGM». Seguendo questa logica, ci si potrebbero attendere ricadute finanziarie positive per gli operatori economici interessati.

Non bisogna dimenticare che gli agricoltori che si impegneranno a proporre una «regione senza OGM» dovranno assumere dei costi per l’organizzazione, l’armonizzazione e, dato il caso, un nuovo tipo di gestione della loro azienda, delle filiere di produzione e dello smercio dei prodotti a causa del divieto dell’impiego di OGM. Tuttavia, le conseguenze economiche per gli attori della produzione agricola possono essere considerate irrisorie di fronte alle opportunità offerte dall’istituzione di «regioni senza OGM».

3.3.2 Ripercussioni economiche per le aziende produttrici di sementi

Potrebbe essere vantaggioso per le aziende che producono sementi garantite senza OGM mirare a una produzione all’interno delle «regioni senza OGM». Da un canto, potrebbero beneficiare di questa situazione privilegiata, al riparo da potenziali contaminazioni vista l’assenza di campi OGM nelle immediate vicinanze. Dall’altro, questa situazione potrebbe tornare utile a fini economico-promozionali.

Tra coloro che potrebbero risentire negativamente della regolamentazione sulle «regioni senza OGM» figurano le aziende produttrici di sementi che offrono OGM nel loro catalogo. Si stima che sulla piazza svizzera siano presenti una decina di multinazionali, tra cui Syngenta che ha, tra l’altro, sede in Svizzera ma che non dovrebbe accusare perdite finanziarie importanti poiché il mercato svizzero è relativamente piccolo. Si può tuttavia ritenere che la presenza di regioni di fatto chiuse al mercato degli OGM possa nuocere all’immagine di Syngenta.

L’effetto della normativa sulle «regioni senza OGM» non dovrebbe avere effetti significativi sulle aziende produttrici di sementi al di là del divieto di smerciarvi sementi OGM.

3.3.3 Ripercussioni per il commercio al dettaglio

I dettaglianti possono trarre benefici dalla vendita di prodotti OGM se riescono ad applicare un margine più alto rispetto ai prodotti convenzionali. Ciò è ipotizzabile se la produzione è nettamente più economica o se i maggiori vantaggi per il cliente permettono di vendere i prodotti a prezzi più alti. Dato il caso, anche i prodotti senza