Rapporto esplicativo
Consultazione 2012/156: 03.445 Iv.pa. La formazione di apprendisti come criterio per l'aggiudicazione di appalti pubblici · 15 pagine
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re di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi; pag. 5, Acquisti sociali – una guida per la considerazione della dimensione sociale nell’aggiudicazione degli appalti pubblici, UE 2011).
La legislazione e la giurisprudenza europee riconoscono attualmente soltanto criteri sociali che hanno un riferimento materiale all’oggetto dell’acquisto. Criteri sociali estranei a questo riferimento possono però essere impiegati nel caso di offerte equivalenti quali «criteri di aggiudicazione supplementari» (dopo la valutazione in base ai criteri di aggiudicazione ponderati) per l’esercizio del potere discrezionale o inseriti quali clausole contrattuali (fase esecutiva). Se una clausola contrattuale riferita alla formazione di persone nella formazione professionale di base possa essere discriminante è una questione ancora da definire. L’impiego di criteri di aggiudicazione supplementari siffatti richiede ulteriori chiarimenti da parte della giurisprudenza (cfr. in merito i consid. 1 e 46 e l'art. 26 della Direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi, GU L 134 del 30.4.2004, pag. 114 nonché consid. 38 e art. 1 della Direttiva 2004/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali, GU L 134 del 30.4.2004, pag. 1 nonché la giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee CGCE, 17 settembre 2002, Concordia Bus Finland, causa C-513/99 , I-7213 e CGCE, 4 dicembre 2003, EVN e Wienstrom, causa C-448/01, I-14527, pag. 38–40 del documento menzionato sopra).
2.3 La situazione sul mercato dei posti di tirocinio
Le cifre del barometro dei posti di tirocinio che l’Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia (UFFT) rileva ogni semestre mostrano negli ultimi anni una tendenza di sviluppo leggermente positiva nella formazione professionale di base. A partire dal 2004, il 55–60 per cento di tutti i giovani è interessato, al momento di scegliere una formazione, a un posto di tirocinio. La maggior parte di essi riesce anche a trovare un posto di formazione. La lista d’attesa senza garanzia – ossia quella dei giovani che cercano un posto di tirocinio per l’anno successivo e non hanno ottenuto una risposta positiva – si è ridotta, ad esempio, dal 16–17 per cento degli anni 2003–2007 al 10 per cento del 2012. In cifre assolute, ciò corrisponde a una riduzione da circa 20 000 a 15 000 giovani. Inoltre, secondo il rilevamento del mese di agosto 2012 del barometro dei posti di tirocinio, circa il 77 per cento dei giovani che nel mese di aprile avevano manifestato interesse verso una formazione professionale di base, nel mese di agosto erano riusciti a realizzare il loro intento. Questa quota è lievemente aumentata rispetto agli anni precedenti.
Il motivo per cui i giovani non riescono a trovare un posto di tirocinio non è tanto la mancanza di posti di formazione quanto piuttosto l’incompatibilità tra offerta e domanda, sia dal profilo geografico, sia per interessi e capacità dei giovani. Infatti, negli ultimi anni si è avuta complessivamente un’offerta eccedentaria di posti di formazione. A partire dal 2003, circa il 5–10 per cento in media di tutti i posti di tirocinio offerti non sono stati occupati. In tal senso, emergono però anche grandi differenze tra i diversi settori. Mentre in particolare nei settori dei servizi, della salute, del sociale nonché in quello della vendita il numero dei giovani interessati è superiore a