Verbale
Consultazione 2012/84: Revisione dell'ordinanza sull'approvvigionamento elettrico (OAEl) · 14 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 2Fedlex · Rapporto sui risultati
ta dall’articolo 31a sta però per perdere validità con conseguenti maggiori entrate dell’ordine di circa 100 milioni di franchi l’anno per i gestori di rete. Per gli investimenti nelle reti, il problema non è perciò il denaro, perché chi non investe vede ridursi anche le entrate legate ai corrispettivi per l’utilizzazione della rete. Quindi, gli incentivi ad investire esistono già. Inoltre non è a causa della Strategia energetica che le reti devono essere potenziate; anche senza tale strategia occorrerebbe investire, e questo può anche essere fatto alle condizioni attuali. I parametri proposti nel modello sono un po’ troppo alti, perché i rischi sono sovrastimati. Inoltre non è dimostrato che un WACC troppo basso porti ad investire di meno. Se ciò accade è a causa delle procedure di autorizzazione. Inoltre non vi è alcuna destinazione vincolata delle entrate dei gestori di rete, cosa che può provocare degli effetti di trascinamento sui proprietari.
Dore Heim (USS) ritiene che i parametri del metodo di calcolo del WACC rappresentino una decisione politica per un settore eterogeneo, dove è difficile trovare un denominatore comune. Il modello del WACC non viene messo in discussione. Tuttavia non è chiaro quale effetto abbia un aumento del WACC sui prezzi dell’energia elettrica per i singoli consumatori. Quello che manca in tutta questa discussione è l’integrazione in una strategia complessiva delle reti. Dapprima devono essere elaborate le basi e fissati i paletti. Inoltre non vi è la garanzia che con un WACC più alto aumentino anche gli investimenti.
Thomas Zwald (AES) accoglie con favore la proposta, che corrisponde alle esigenze del settore. È importante che il metodo rispecchi il più possibile le condizioni di mercato. Il nuovo metodo migliora la prevedibilità e stabilizza il livello del WACC. Egli richiama l’attenzione sul fatto che è stato detto che si investe comunque. In base alla LAEl, i gestori di rete sono tenuti a garantire una rete sicura e performante. In altre parole, sono obbligati a investire, che ne abbiano o no i mezzi. Uno studio dell’AES ha evidenziato che sono da prevedere ulteriori e rilevanti investimenti da parte dei gestori di rete, necessari per l’integrazione delle nuove energie rinnovabili e per l’attuazione della Strategia energetica 2050.
Niklaus Mäder (AES) sottolinea che si dispone in questo caso di una perizia scientifica che soddisfa i criteri di mercato. In dettaglio bisogna tenere conto del fatto che la fase di bassi interessi che vige attualmente in Svizzera rappresenta una situazione eccezionale, e che è quindi necessario adottare un’ottica a lungo termine. Dall’introduzione della LAEl, i valori si aggirano intorno ai valori limite inferiori. Per quanto riguarda l’argomentazione secondo cui il fattore Beta sarebbe troppo alto, si può rilevare che vi è il rischio che non tutti i costi siano riconosciuti dalla ElCom. Gli investimenti nelle reti sono quindi preceduti da lunghe fasi di pianificazione. Se un progetto non può essere realizzato, per esempio a causa di opposizioni, i costi non possono essere trasferiti, cosa che costituisce un rischio rilevante. L’approccio risulta quindi adeguato al rischio.
Oliver Wimmer (AEE) rileva che lo stato della rete non ha necessariamente a che fare con la Strategia energetica 2050. Anche nello scenario “Status quo” sono necessari investimenti nelle reti.
Daniel Koch (FFS) sottolinea che gli investimenti nelle reti comportano rischi. Se la redditività di questi investimenti non è sufficiente, bisogna essere consapevoli del fatto che sono soprattutto gli enti pubblici ad assumersi i rischi.
Kurt Lanz (economiesuisse) osserva che devono essere cercate soluzioni in linea con il mercato e che occorre quindi anche una rimunerazione conforme a quest’ultimo. È quindi inevitabile procedere a questo adeguamento. Egli aggiunge che il prof. Volkart gode della massima fiducia ed è quindi convinto che il metodo di calcolo sia corretto.
Annet van der Laan Radeck (Swissgrid) rileva che già oggi esiste la necessità di investire nelle reti,
2/14 C:\Program Files\FileNet\IDM\Cache\2013021108250800001\Konferenzielle Anhörung Revision StromVV_Protokoll_it.doc