Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/59: Modifica dell'ordinanza sulla pianificazione del territorio (incl. Direttive tecniche sulle zone edificabili e Integrazione della Guida alla pianificazione direttrice) · 51 pagine
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altezza massima sopra la sommità; 120 cm almeno di rientranza rispetto al bordo del tetto; 50 cm di altezza massima rispetto alla rientranza minima; 50 cm poi, secondo un’inclinazione di 45°, fino a 120 cm” (VS).
Un testo che può fungere da esempio è stato prodotto dalla prassi amministrativa del Canton Berna: “in caso di tetti che non superano i 3° di inclinazione gli impianti solari montati piani o su strutture di supporto inclinate non necessitano di autorizzazione, se lateralmente sono fatti rientrare almeno 50 cm rispetto allo spigolo del tetto e presentano un’altezza massima di 120 cm oltre lo spigolo superiore del bordo del tetto. Per gli edifici con parapetti chiusi, le dimensioni si riferiscono allo spigolo superiore del parapetto” (Città di Zurigo).
Lettera b
Sostituire la lettera b con “visto frontalmente, lateralmente e dall’alto, non sporge oltre la superficie del tetto” (AG; ABV).
Non è chiaro che cosa si intenda con “visto frontalmente” e occorre pertanto una precisazione. Ci si può anche chiedere se la legislazione federale debba accogliere dettagli di questo genere (PPD).
“Visto frontalmente e dall’alto” va stralciato (Archeologia Svizzera, CSSM, SHS).
Di primo acchito il passo non è comprensibile e, d’altra parte, si riferisce solo ai tetti a spioventi. Controproposta: b1. su un tetto a spioventi, visto lateralmente e dall’alto, resta entro la superficie del tetto; b2. su un tetto piano, visto dall’alto, resta entro la superficie del tetto (Città di Zurigo).
Lettera c
Poiché “un basso grado di riflessione” è un criterio troppo vago, questa frase presterebbe il fianco a valutazioni sfavorevoli al fotovoltaico. Oggi, allo scopo di raggiungere la maggior efficacia possibile, i pannelli sono muniti di vetri speciali, che limitano al massimo la riflessione. È meglio rinunciare a questa lettera (Swissolar, SSES).
La lettera c va stralciata (TG; LBV, ZBB). La riflessione diminuisce l’efficacia dell’impianto e già i fabbricanti vegliano, nei loro interessi, a mantenerla bassa. Il Tribunale federale, inoltre, ha recentemente stabilito che gli impianti solari non comportano alcun disturbo duraturo (TG). Il committente della costruzione non è in grado di giudicare se il grado di riflessione di un impianto solare corrisponda o meno al più recente stato della tecnica (LBV, USDCR, SOBV).
Lettera d
Occorre prevedere condizioni diverse in funzione del tipo di tetto: a spioventi o piano. Questa disposizione, infatti, ha senso solo per i tetti a spioventi. Il testo, inoltre, dovrebbe permettere di capire se un impianto presenta una superficie compatta anche quando integra in modo appropriato lucernari piatti (Città di Zurigo).
La condizione secondo cui l’impianto deve presentarsi come una “superficie compatta” non è definita in modo sufficientemente chiaro nel rapporto esplicativo; intende qualsiasi forma o comprende solo le abituali sagome geometriche (BE)? La condizione “zusammenhängend / d’un seul tenant” (= coesa) [NB: non si ritrova nella versione italiana], è invece più semplice da applicare (TG).
Una formulazione quale “superfici ortogonali, dall’andamento regolare, compatte e continue” sarebbe più opportuna. La presenza di abbaini e lucernari, d’altra parte, impedisce sovente di installare una superficie continua (AG; ABV).
Presentare degli schizzi potrebbe essere utile, come ad esempio nelle direttive sugli impianti solari pubblicate nel gennaio 2013 dal Canton Basilea Città (SZ).
Il Canton Vallese propone di aggiungere, nel testo francese, l’aggettivo “compacte” dopo “surface”. La definizione “d’un seul tenant” offre un margine di interpretazione più largo del 24/51
412/2004-00920/41/22/04/06/M461-0129