Rapporto sui risultati

Consultazione 2013/59: Modifica dell'ordinanza sulla pianificazione del territorio (incl. Direttive tecniche sulle zone edificabili e Integrazione della Guida alla pianificazione direttrice) · 51 pagine

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tedesco “kompakte Fläche”; una forma a F sarebbe quindi ammessa dal testo francese, ma non da quello tedesco.

Il rapporto esplicativo dovrebbe stabilire che con “superficie compatta” si intende veramente una superficie con questa caratteristica, ossia rettangolare o per lo meno, secondo la forma del tetto, trapezoidale. Aperture per lucernari, comignoli e così via dovrebbero invece essere sottoposte ad autorizzazione (AKD).

Formulazione alternativa: “coprire l’intera superficie del tetto o non presentare più di una superficie rettangolare per spiovente” (Archeologia Svizzera, CSSM, SHS, FP, ASPAN).

Formulazione alternativa: “è realizzato montando i pannelli senza soluzione di continuità, ma prevedendo degli scarti per dispositivi già presenti sul tetto” (a Basilea sono sorti problemi con impianti di aerazione) (SSES, Swissolar).

2.2.3 Capoverso 2

L’articolo 32a capoverso 2 è accolto positivamente poiché ammette deroghe e, in tal modo, consente di tenere conto delle particolarità cantonali e regionali (FP, ASPAN). È importantissimo che i Cantoni e i Comuni abbiano la possibilità di emanare normative più restrittive, dettate da situazioni particolari, soprattutto per oggetti e zone protetti. L’ultima parte, tuttavia, diluisce l’intero capoverso, che dovrebbe invece suonare semplicemente così: “concrete prescrizioni edilizie fondate sul diritto cantonale sono applicabili se sono proporzionali a giustificate esigenze di protezione” (AKD).

All’articolo 32a capoverso 2 non vanno introdotti limiti inutili. Le eventuali prescrizioni

cantonali dovrebbero, in misura eccezionale, poter essere anche più restrittive rispetto

al capoverso 1. L’ultima parte del capoverso 2 va pertanto stralciata e l’intera formulazione va resa più chiara (ASPAN, FP).

L’enunciato è sibillino (FR; ASPAN). Non è chiaro, poiché il capoverso 1 non dice nulla a proposito di limitazioni, e tratta invece dell’autorizzazione (AG; ABV). Non si capisce di quali “giustificate esigenze di protezione” si parli e chi sarebbe responsabile affinché queste “prescrizioni fondate sul diritto cantonale” non limitino lo sfruttamento dell’energia solare in misura superiore a quanto previsto dal capoverso 1 (Città di Zurigo).

Il rapporto esplicativo afferma che questa possibilità va riservata in particolare alle zone “caratterizzate da una certa uniformità architettonica, nelle quali non si giustificherebbe tuttavia la reintroduzione dell’obbligo di autorizzazione in virtù dell’articolo 18a capoverso 2 lettera b LPT”. Questa possibilità è accolta con favore. Consente di tener conto del fatto che anche nelle zone edificabili esistono certe aree o certi fondi e immobili “sensibili”, che richiedono pertanto una normativa specifica. Per garantire una certa proporzionalità, è auspicabile che il capoverso 2 consenta di operare distinzioni anche all’interno della zona edificabile – fatti salvi lo svincolo dall’obbligo di autorizzazione e la promozione dell’energia solare (OW; CSSM).

Per questo capoverso occorre una nuova versione che, nel francese, eviti i problemi posti dal termine “intégration”, riferibile sia a un’omogeneità di tipo estetico (nel senso di “adeguamento”) sia all’inclusione degli impianti nella struttura edificata (nel senso di “parte integrante”) (VS).

Formulazione alternativa: “concrete prescrizioni edilizie fondate sul diritto cantonale sono applicabili se servono a tutelare giustificate esigenze di protezione” (Archeologia Svizzera, CSSM, SHS, UF-SG).

L’espressione “giustificate esigenze di protezione” va sostituita con la formulazione “all’oggetto protetto”. Concretamente, non è possibile definire nuove esigenze di protezione per quanto concerne la posa di impianti solari (USC; AgorA, AGRO, BVA, BVSH, CJA, CNAV, FBV-UPF, LOBAG, SGBV, Swiss Beef, VTL, ZBV).

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