Rapporto esplicativo

Consultazione 2014/65: Revisione totale l'Ordinanza tecnica sui rifiuti (TVA) · 60 pagine

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Referenz/Aktenzeichen: N093-1290

go rilevato il carbonio incombusto; a temperature più elevate, infatti, il risultato può essere falsato da oscillazioni causate dall’aumento ponderale dovuto all’ossidazione di componenti metalliche (come il ferro) non completamente ossidate.

L’ordinanza contempla ora regole per il recupero dei metalli dalle ceneri dei filtri prodotte dagli impianti per il trattamento termico dei rifiuti urbani. Con il termine «ceneri dei filtri» s’intende una miscela di particelle sotto forma di polvere provenienti dal flusso dei gas di scarico, che vengono separate nella caldaia e nel filtro di tessuto o elettrofiltro. Le ceneri rilasciate in seguito all’incenerimento di rifiuti urbani misti sono caratterizzate da tenori considerevoli di metalli quali zinco, alluminio, piombo e rame. Il cosiddetto lavaggio acido, ovvero il lavaggio con l’acqua acida della depurazione a umido dei fumi,

consente principalmente di estrarre e recuperare dalle ceneri dei filtri lo zinco e il piombo. Il procedimento del lavaggio acido è ormai applicato su scala industriale negli IIRU svizzeri da oltre 20 anni e rappresenta attualmente lo stato della tecnica per quanto concerne il trattamento delle ceneri dei filtri. Il residuo arricchito proveniente dalla depurazione delle acque di scarico degli IIRU oppure prodotto direttamente nell’impianto per il trattamento termico dei rifiuti urbani e dei rifiuti di composizione analoga è trattato tramite elettrolisi in impianti metallurgici all’estero. È oggi sottoposta a lavaggio acido in tutto il territorio svizzero circa la metà delle ceneri dei filtri prodotte, che si aggirano intorno alle 80 000 tonnellate annue, mentre il resto viene depositato senza alcun recupero dei metalli in discariche per sostanze residue o in discariche sotterranee in Germania. Nell’ottica del recupero dei metalli, ciò significa che vengono attualmente recuperate ogni anno circa 2000 tonnellate di zinco ed esiste ancora un potenziale non sfruttato della stessa entità.

Alla luce dell’obiettivo di chiudere i cicli delle sostanze, la Confederazione ritiene opportuno il recupero dei metalli, e dello zinco in particolare, dalle ceneri dei filtri. Questa pratica non permette solamente di mantenere metalli di valore elevato all’interno del relativo ciclo della sostanza, ma fa anche sì che le ceneri dei filtri, una volta liberate da tali componenti metalliche, abbiano una migliore capacità di essere smaltite in un deposito definitivo. Considerate le caratteristiche variabili delle ceneri dei filtri a seconda dell’impianto, ovvero i differenti tenori metallici, valori di dispersione e composti chimici dei metalli, per ogni impianto è prevista la determinazione, mediante test di laboratorio sulle ceneri, del potenziale di estrazione specifico per l’impianto, ovvero della cosiddetta fattibilità tecnica. Questo valore dovrà essere determinato prendendo come base di riferimento i due metalli più importanti sotto il profilo economico, ovvero lo zinco e il piombo. Nell’OTR sono state definite le condizioni quadro per i test di laboratorio finalizzati a identificare il grado di recupero. I dettagli saranno precisati dall’UFAM in un modulo dell’aiuto all’esecuzione dell’OTR. Da rilevare è che l’analisi per la determinazione dei tenori metallici dev’essere conforme allo stato della tecnica e le imprese che eseguono i test e le analisi devono partecipare periodicamente a esperimenti collettivi, al fine di garantire risultati rappresentativi. I test di lavoratori vanno condotti due volte all’anno: nell’arco di un mese vanno prelevati almeno dieci campioni di ceneri dei filtri, che vanno riuniti in un campione composito; i campioni prelevati devono corrispondere alla miscela di ceneri di caldaia e polveri da elettrofiltro prodotta nell’impianto interessato. Sulla base del campione composito, vanno poi eseguiti individualmente dieci esperimenti finalizzati al recupero di metalli. Le condizioni fisiche e chimiche degli esperimenti per il recupero devono corrispondere a quelle previste per il procedimento effettivamente applicato per recuperare i metalli nell’impianto in questione. Il tasso di recupero effettivamente realizzato in un anno da un impianto dovrà essere pari ad almeno l’80 per cento in riferimento allo zinco e al 50 per cento in riferimento al piombo. In un’ottica economica, i costi d’investimento per il lavaggio acido di un impianto sono bilanciati dai ricavi ottenuti con il recupero dei metalli (in caso di recupero diretto) e soprattutto dai minori costi per lo smaltimento delle ceneri dei filtri sottoposte a lavaggio. Grazie all’estrazione dei metalli, le ceneri dei filtri lavate con acidi possono essere depositate insieme alle scorie nelle discariche di tipo C o D in base alla concentrazione residua di metalli.

Il trattamento termico di rifiuti speciali in combinazione con altri rifiuti è ammesso soltanto se i primi contengono meno dell’un per cento in peso di alogeni organici.

29/60 312/2005-02218/18/05/15/01/01/N093-1290